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Di Mirko Saltalamacchia

Il 31 dicembre il sipario calerà su una delle istituzioni più iconiche della musica e della cultura pop: MTV chiuderà i battenti nel Regno Unito dopo quasi 40 anni di onorato servizio. Non più video musicali a tutte le ore, non più il brivido di scoprire nuovi artisti in heavy rotation. 

l loro posto, reality show come Naked Dating UK e Geordie Shore prenderanno il comando, lasciandoci con un retrogusto amaro e un pizzico di ironia.

Quando MTV fece il suo debutto negli Stati Uniti nel 1981, il mondo della musica si trovò di fronte a una rivoluzione. Era l'epoca in cui i videoclip non erano solo un accessorio, ma il cuore pulsante di un'intera generazione. Gli anni '80 e '90 furono un periodo di grande fermento culturale, in cui MTV si affermò come la Bibbia della musica, trasmettendo video di ogni genere, dal pop al metal, dal rock all'indie. Era un mondo in cui i giovani si riunivano attorno alla televisione, armati di penne e quaderni per annotare i nomi degli artisti da aggiungere alla loro collezione di dischi.

A Lipari, nelle Eolie, le cose non erano diverse. La nostra antenna analogica captava i segnali delle emittenti locali Teleisole & Videoeolie, e quando finalmente riuscivamo a mettere le mani su MTV Europe, era come scoprire un tesoro. I videoregistratori diventavano i nostri migliori amici: registravamo videoclip fino alle prime luci dell'alba, mentre le cuffie cercavano invano di silenziare la musica che mia madre, sempre attenta, percepiva come un rumore molesto. «Devi andare a scuola domani!», mi rimproverava, ma io ero già proiettato verso mondi lontani, dove la musica era regina e la penna pronta per ordinare ai magazzini Nannucci cassette, dischi e compact disc per parenti e amici, per dividere le spese di spedizione e pagare meno.

MTV non era solo un canale musicale; era un laboratorio di idee, un crocevia di culture. Negli anni '90, in un'Europa che si stava lentamente riprendendo dalla caduta del muro di Berlino e abbracciando una nuova era liberale, MTV divenne il megafono di una generazione che cercava identità e libertà di espressione. Con artisti come i Nirvana che trasformavano il grunge in una vera e propria filosofia di vita, MTV cavalcava l'onda del cambiamento sociale, dando voce a chi prima non ne aveva.

Ma, come ogni grande storia, anche quella di MTV ha avuto la sua parabola discendente. Con l'avvento dei reality show e la crescente commercializzazione dei contenuti, la musica è diventata un vago ricordo, un corredo messo in cantina insieme ai dischi in vinile e alle cassette. «Ehi, Beavis e Butt-head!», sembrano dire i nostalgici, mentre osservano il passaggio da videoclip visionari a programmi spazzatura che celebrano tette e culi.

Oggi ci troviamo a riflettere su cosa rappresentasse realmente MTV per la cultura di massa. Era un faro di creatività in un mare di conformismo, un palcoscenico per artisti che osavano sfidare le convenzioni. Ma ora, con la chiusura dei suoi canali musicali nel Regno Unito, ci resta solo la tristezza di una musica che si è ritirata in silenzio, mentre i reality show continuano a imperversare.

In questo clima malinconico, ci chiediamo: cosa resta della nostra cultura musicale? Possiamo solo sperare che i giovani di oggi trovino nuovi modi per scoprire e celebrare la musica, senza dover passare attraverso le maglie di un reality show. Perché, alla fine, la musica è più di un semplice contenuto: è l'anima di una generazione che merita di essere ascoltata. E chissà, magari un giorno MTV tornerà a brillare come una stella nel firmamento musicale. Fino ad allora, possiamo solo alzare un bicchiere (o una cuffia) al ricordo di ciò che è stato.

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