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Racconti di Arelio Bellitti

"Il viaggio di Odisseo" Navigando con Aliante.

Ieri con una bellissima giornata, una temperatura sui 30°, di piena estate,il mare calmo guidato da Zefiro, ho fatto una gita sulla rotta Panarea-Stromboli con partenza dal molo di Canneto alle 13,15, (Lipàra o Meligunis in greco antico, ovvero la mia Ellade) siamo nell'isola di Aiòlos, domatore dei venti, in un arcipelago, composto da sette magnifiche sorelle, Vulcano, Lipari, Salina bella e superba per il suo splendore, Filicudi e la selvaggia Alicudi la più lontana e poi Panarea e Stromboli, ovvero IDDU, che con la sua bellezza poetica domina e guida le sue sorelle con le colate rossastre, che di notte oscurano le stelle del Gran carro, Andromeda, (moglie di Perseo eroe greco di Argo, un semidio, figlio di Zeus e Danae, rinchiusa dal padre Acrisio in carcere, perché l'oracolo aveva predetto la sua morte, ucciso dal nipote) e Cassiopea.

Queste magnifiche sette sorelle, si possono raggiungere con la compagnia di navigazione *ALIANTE", molta seria con la sua anima gentile ed esauriente di Nino, la spina dorsale insieme al figlio Gaetano, per consigliare i turisti a belle escursioni nei luoghi cantati da Omero nell'Odissea, un sogno immaginario, una Chimera da raggiungere, non con il cavallo alato, Pegaso, ma lentamente via mare con un equipaggio disponibile, composto dal Comandante Domenico, il nostro nostromo della rotta, che in questo viaggio ci guidava come Velasquez al sapere e alla conoscenza dettagliata in francese, italiano, in inglese, le lingue anaboliche che uniscono e non dividono i popoli e poi i marinai composti da un bel trio, Gaetano sempre sorridente, Giuseppe e il casinista divertente e piacevole con i suoi idiomi dialettali Francesco.

Un bel viaggio immaginario il mio, con lo sguardo di Ulisse che parte da Aiòlos, la dimora di Eolo e dei suoi figli, tre donne e tre uomini, Noto, Borea e Zefiro con l'otre che racchiude i venti cattivi come Borea che scatenano la furia del mare, quando le sue onde diventano giganti in balìa dei flutti marini, li custodisco bene, nella speranza dell'impudenza di qualche marinaio, con un vento leggero che mi soffia sulle spalle, immagino che sia Zefiro che mi accompagni in questa bellissima navigazione, con un mare riflesso da un cielo limpido ed Elios che
con i suoi raggi illumina con un sorriso il mio viso.


Prima tappa la baia di Calajunco, per me piena di tanti ricordi del tempo di quondam, ovvero il mio prezioso tempo verticale del secolo scorso e come Edipo, nel mio bosco segreto di Lipari, ricordo la bellezza del tempo che fu, un amarcord nell'illusione di tempi andati, dove tutto scorre in pante rei e il tempo ti sfugge velocemente senza più fermarsi, senza troppi rimpianti andiamo avanti.
Prima sosta, la piccola isola di Panarea, un luogo composto d'inverno da 300 anime salve parafrasando il grande Fabrizio De André, che come le altre isole dell'Arcipelago ti accoglie, essendo l'ospite, il turista sacro, con philìa e xenia.
Il primo luogo che frequento nell'isola, è il bar di Carola e Maurizio, gentili e cortesi nel darvi consigli, si possono gustare le granite artigianali, spuntini e piatti a richiesta.

Un'ora e mezza di sosta, poi si riparte verso Stromboli, ovvero IDDU bello e possente dal mare per poterlo ammirare, quando ti trovi tra gli scogli di Basiluzzo e Spinazzola e nella descrizione di Omero, come immagine, penso che sia stato il luogo delle sirene, per attirare la nave e catturare l'anima dell''eroe greco, quell'uomo di multiforme ingegno che distrusse le sacre mura d'Ilio, la città di Troia con l'inganno del cavallo, ricordo il tempo della bellezza tra principio e fine, con il pianto di voci di madre nella tragedia greca che piangono i propri figli e denunciano la guerra come ignominia dell'umanità.

Ci avviciniamo a Stromboli e IDDU con i suoi 900 m. circa di altezza sembra un bel dio, la dimora di Efesto il più brutto degli dei, che come premio ebbe in moglie la più bella, tra cielo e terra, Afrodite che causò la guerra di Troia, dando in moglie a Paride figlio di Priamo, la più bella, Elena la regina di Sparta, figlia di Tindaro moglie di Menelao, che causò tanti lutti per dieci anni tra greci e troiani.
Il viaggio si svolge in piena armonia, anche nelle relazioni interpersonali, si fanno belle amicizie come Giovanna e Sergio, due giovani cum grano Salis, innamorati e assistenti di volo, lui siciliano e lei campana, poi Emanuele e Silvia insegnante in pensione, ancora entusiasta del proprio lavoro, mi sembrava la mia amica M.P. 

A Stromboli sosta di due ore, mi vedo con un amico medico di base al bar ristorante malandrino, per bere un'acqua brillante e lui non avendo mangiato, prende un arancino che gusta con amore culinario, riferendomi che sono una specialità del luogo.
I camerieri affabili, la dolcezza mediterranea con i suoi lineamenti sottili, discendente da Afrodite Manuela e Ugo simpaticissimo con la sua ironia, buffo e sempre in movimento che parla con tutti anche con i gabbiani in volo.
L'isola è composta da personaggi di storie vissute, che ti rigano la vita in ogni tempo, la saggezza di IDDU nel rispettarlo e nel temerlo, per vivere in armonia, lo sceneggiato mandato dalla rai, "sempre al tuo fianco" docet, senza alcun rispetto per gli isolani.

Durante le riprese, è scoppiato un incendio devastante che ha causato gravissimi danni, ma il potere dell'arroganza, fregandosene del volere degli abitanti di non mandarlo in onda prima che il giudice esprimesse un parere, ma con i tappi di cera gli addetti della T V di stato, lo hanno mandato da qualche settimana in onda su rai uno.

Partenza all'imbrunire, al calar della sera, si sosta quasi ai piedi del Vulcano, la sciara del fuoco, immagini che dentro ci sia Efesto che fabbrica le armi di bronzo per Achille, reo confesso, di aver causato la morte di Patroclo l'amico fraterno...
Dopo qualche lampo di rosso si rientra a Lipari, soddisfatti e rimborsati in bellezza dall'equipaggio, farò altre gite nel
mito di Odisseo la mia chimera di sogni e utopie per navigare tranquillamente con Aliante.
Grazie a Nino e a Gaetano, 
Cordialmente
Aurelio Bellitti.

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