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Nel cinema che mi ha formata, salvata e totalmente ingoiata nel suo saper trattare le emozioni ed essere tradimento altamente organizzato della realtà, non può non esserci Claudia Cardinale.

Il suo saper vivere il personaggio dal di dentro e il suo sguardo indomabile si aggiungono ai tanti pugni allo stomaco che è in grado di darti il cinema. Tra questi, il celebre arrivo di "Jill" in treno con le note struggenti di Ennio Morricone in "C'era una volta il West" in uno dei piani sequenza più belli e famosi della storia del cinema; la consapevolezza di un bacio che Aida e Lorenzo si scambiano in una spiaggia solitaria in uno dei film più singolari di Valerio Zurlini, "La ragazza con la valigia"; e infine: "Tu saresti capace di piantare tutto e ricominciare la vita da capo?
 
Di scegliere una cosa, una cosa sola e di essere fedele a quella"? Ancora una volta un regista, Federico Fellini. Un film, "8½" e semplicemente, "Claudia".

Avrei voluto conoscerti, Claudia. Anche qui, c'è mancato poco

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