L'OPINIONE

di Aurelio Bellitti
Quando provi una grande delusione, non sei più te stesso, non ti fidi delle parole che dici, rimani nel dubbio, nell'incertezza del mare d'inverno, in balia delle onde e delle tue parole, guardi verso l'orizzonte per scrutare un raggio di sole, senza sapere il perché, cosa vorresti fare e dove vorresti andare.
Ti senti smarrito, qualcosa muore dentro, preferisci rimanere solo, per capire il senso della vita, come un estraneo, quell'io clandestino che è dentro me, la metanoia sempre in moto perpetuo, per tirare avanti tra il torto e la ragione e per non perdermi come Edipo, nel bosco segreto di Colono.
Guardo il mare e le stelle, che mi danno la forza per non essere nel dubbio, ormai vecchio a inventarmi un nuovo gioco di parole,per puro e solo amore della bellezza che mi circonda in un'isola felice, lontana da un'angoscia metropolitana, ma sempre cara per gli affetti che sono dentro la mia vita, che non è ancora finita, sognando e risognando, nel ricordo, con l'occhio blu della memoria,che spera sempre in un mondo più umano per le generazioni a venire, con un presente sempre più oscurato dalla luce del sole.
