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 di Barbara Vergnano

A Salina si aggiunge di tutto al sole, al mare, all’ottimo cibo e alle passeggiate proposte per “grandi e piccini”. A Malfa ritornano i giochi in piazza. Scrive l’Amministrazione:
“Il Comune di Malfa è lieto di annunciare il ritorno dei Ludi in Piazza, una storica manifestazione che ha fatto parte dell’infanzia di generazioni di isolani e che oggi rinasce con nuova energia, pensata per i bambini e i ragazzi di oggi. Un’iniziativa che intreccia gioco, educazione e socialità, grazie ai fondi di democrazia partecipata e al sostegno dell’Amministrazione Comunale.
Durante i mesi di luglio ed agosto, la piazza si trasformerà in un luogo vivo e accogliente, spazio simbolico e concreto di incontro, crescita e condivisione.  Attraverso attività ludico-educative ispirate alla cultura e all’ambiente locale, i partecipanti saranno protagonisti attivi di esperienze pensate per stimolare il benessere, l’immaginazione e il senso di appartenenza.

Il programma prevede giochi sportivi di squadra come calcio, pallavolo, staffette e circuiti dinamici, per promuovere la collaborazione e il divertimento in un contesto aperto e inclusivo. Accanto a queste, torneranno anche i giochi tradizionali di strada: la corsa coi sacchi, la campana, la ciapuliata, le biglie e il tiro alla fune, che recuperano la semplicità e la bellezza del giocare insieme con poco, attingendo al patrimonio ludico popolare dell’isola.

Particolare attenzione sarà data al rapporto con il mare e alla tutela dell’ambiente: sono previste attività nel mare cristallino della spiaggia dello scario, come giochi propedeutici al diving, staffette marine e pallanuoto, a cui si accompagneranno a laboratori creativi realizzati in sinergia con esperti di educazione ambientale, per scoprire la biodiversità del mare di Salina.
Non mancheranno momenti dedicati all’espressione artistica: produzione di pupazzi, mappe, cartoline e oggetti di scena accompagneranno i ragazzi in percorsi narrativi e manuali legati ai temi del progetto, incoraggiando la fantasia e la capacità di raccontare.
I Ludi in Piazza saranno quindi molto più di un semplice centro estivo: saranno un’occasione per restituire ai ragazzi un tempo e uno spazio tutto per loro, ma anche per ritessere i legami tra persone e luoghi, tra presente e memoria, in uno spirito di festa e comunità.
L’inaugurazione della manifestazione si terrà in Piazza Immacolata a Malfa prossimo venerdì 11 luglio alle 18.00.”

Sempre a Malfa il Museo Eoliano dell’emigrazione si presenta arricchito della nuova sala dedicata alla Australia, meta di molti eoliani in cerca di nuove opportunità di vita e di lavoro dopo la distruzione delle vigne ad opera della fillossera e dell’affascinante“ sala immersiva” dove le storie degli emigranti eoliani in America vengono raccontate per immagini e musica.
Una visita guidata, se si è fortunati, dal curatore del Museo Prof Marcello Saija, storico appassionato e studioso eccellente di fatti eoliani, restituisce ai visitatori un visione di Salina negli anni d’oro del commercio di capperi e Malvasia e del disastro operato dalla fillossera, che cambio’ la vita a migliaia di persone, costringendole a lasciare la propria terra per cercare fortuna altrove. E in tanti ci riuscirono.

A Lingua in un’atmosfera davvero incantata il Faro apre le porte all’arte. Da giugno ad ottobre la manifestazione “ Un’estate al Faro” mette in mostra artisti e non solo, che raccontano con le loro opere il faro e la singolare salina di Lingua. A metà agosto apre nella stessa sede un mostra di importanza storica dal titolo “Antiche carte nautiche eoliane” curata da De Pinto, Ferrotti e Le Donne con documenti autentici esposti per la prima volta al pubblico. E tanto altro.

Nell’’attiguo Museo Etnoantropologico Michele Merenda accompagna i visitatori alla scoperta della storia dell’isola mostrando antichi oggetti ed arredi provenienti da famiglie isolane.
“Situato in un’antica dimora padronale la sezione storica del museo abbraccia oltre cinque secoli di storia eoliana, fornendo un’affascinante panoramica delle vicende che hanno plasmato la vita dell’arcipelago nel corso del tempo. La sezione archeologica, invece, presenta una collezione di antichi reperti provenienti dagli scavi del sito archeologico di Portella. Tra questi, emergono attrezzi da lavoro e utensili impiegati per la produzione dell’olio d’oliva eoliano, insieme a “u trappitu”, il grande frantoio che trova collocazione nella stanza centrale del museo. 

Altre sezioni del museo sono dedicate alla pesca e alla lavorazione del corallo, offrendo uno sguardo approfondito sulle tradizioni marinare e artigianali che hanno caratterizzato la vita delle comunità locali nel corso dei secoli”. Si consiglia a chi voglia comprendere la storia dell’isola di visitare questo Museo prima del Museo dell’emigrazione a Malfa per non perdere la continuità della storia.

Altri pochi passi ed ecco il Museo archeologico, dove sono esposti i materiali provenienti da due
importanti siti archeologici, il villaggio dell’età del Bronzo di Portella e le terme romane, in contrada Barone, il complesso termale, già in funzione durante i primi secoli dell'Impero. E non è finita qui. Nel centro storico di Santamarina a pochi passi dalla sede del Comune si trova il Museo del vino, un antico palmento ristrutturato, in cui scoprire la storia dei vigneti e della cultura del vino di Salina e delle isole Eolie, la lavorazione dell’uva e le antiche tecniche utilizzate per la produzione del Malvasìa. Abbiamo scritto in piu occasioni, citando un’opera dell’artista Loredana Salzano, eoliana d’adozione, “l’isola è la chiave”.

Ebbene questi musei sono i codici. E siccome l’isola è sempre “on the moving” altri progetti sono in cantiere: l’esposizione permanente degli ex- voto e il Museo delle maioliche, mattonelle delle antiche case di Salina, già esposte nel 2002 a Rinella, facenti parte della collezione di Felice Lopes, che racconto’: “…. nel tempo, mosso da profondo rammarico nel vedere disperdere parte della nostra memoria, nacque in me un desiderio di conservazione che divenne via via una vera passione.

Cominciai a raccoglierle nei ruderi abbandonati e nelle discariche, convincendomi sempre di più che avrei potuto salvare parte di un patrimonio che si stava disperdendo….offrendo la possibilità ai tanti visitatori di godere della loro bellezza e di apprezzarne la loro varietà e molteplicità”.
Che dire? Salina è un amore ricorrente, che merita un’assidua frequentazione.

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