
Le Eolie di Marta Lamalfa: «Su quelle rocce impari un linguaggio più vero»
Da terre del mito, del fuoco e del vento a Patrimonio dell’umanità Unesco: le Eolie «ti entrano dentro e ti costringono a cambiare passo», dice Marta Lamalfa. Che ad Alicudi ha ambientato il primo romanzo.
Un romanzo radicato nella realtà Il romanzo di Lamalfa si ispira a un fatto storico avvenuto agli inizi del Novecento: le allucinazioni collettive causate da pane contaminato da segale cornuta, che pongono Alicudi sotto una lente antropologica. La protagonista Caterina si muove in un paesaggio fatto di superstizioni, silenzi e rituali antichi, dove il tempo sembra essersi fermato.
Eolie, acipelago di lava, vento e leggende, scampoli di terra emersi plasmati dalla storia e dal mito: Lipari, Vulcano, Salina, Panarea, Stromboli, Filicudi, Alicudi. Sette nomi allineati a semicerchio sulle trasparenze del Tirreno. Figlie di un’esplosione sottomarina, che ha spinto fuoco e materia verso la luce, raccontano una storia antica in soli 117 chilometri quadrati di superficie: coni scuri che fumano sul mare, coste alte e frastagliate, spiagge di sabbia nera o candida pomice.
Sono le terre del mito che narrano le avventure di Ulisse, di Eolo e dei Ciclopi, un mondo raccontato da Omero in cui le pietre vengono mosse dalla furia dei vulcani e le caverne buie sono abitate da creature mostruose. Già nel nome portano in sé tutta la magia del mito: Eolo, il dio dei venti. Custodiva ogni soffio in otri di pelle, nascosti in una caverna, che poteva domare o liberare a suo piacimento. I versi dell’Odissea di Omero poetano la mitologia dell’arcipelago, terre che hanno ospitato Ulisse, reduce dalla guerra di Troia.
