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Di Aurelio Bellitti.

"LETTERA A ROBERTO VECCHIONI" Caro Roberto, sei come un drago dalle infinite risorse con i tuoi splendidi 82 anni, che a uno a uno hai sempre fregato, mettendoti in gioco con la bellezza del sogno e della poesia a cercare nuove emozioni, in giro per l'Italia, dalle Alpi alla mia Sicilia, oggi a Piazza Armerina (EN) e il 13 a Salemi (TP) terra natia di Francesco, mio padre, come mi sarebbe piaciuto esserci.

Per me, dopo la morte di mio padre, (docente di latino-greco) avvenuta il 6 agosto 1976, sei un continuo punto di riferimento, un fratello maggiore, con il quale ho condiviso e condivido tanti colori del buio da cinquantadue anni a questa parte, piangendo e ridendo dentro alle mie emozioni. Io non perdo la speranza, "che questa maledetta notte dell'Italia che va a puttane dovrà pur finire," ma non sono soddisfatto e non appartengo più a questo puttanaio di una demotrofia blaterante; insomma come il nostro Velasquez, dovremmo sempre lottare tra popoli e padroni, sfruttati e sfruttatori, oppressi e oppressori, per i nostri ideali di gioventù come diceva E. Berlinguer, la sua "questione morale," requisiti che mancano ai commedianti e ai mestieranti della politica attuale.

Pertanto, faccio fatica a collocarmi a persone, a coloro che hanno solo certezze, forse sarò stato un coglione senza capire un cazzo, in quale direzione andare, pur di arrivare da qualche parte. Non mi cambio, va bene cosi, per quello che sono e ho costruito in tutti questi anni, uno per uno senza mai confonderli. Ho perso la mia appartenenza, non appartengo più a nessuno schieramento, faccio fatica a starci dentro, ma continuerò a essere un "comunista senza dimora," con la bellezza della speranza e del sogno, per chi come me, ha ancora sete di uguaglianza, di giustizia e di libertà. Non dirmi però, che faccio discorsi complicati, tu sei un professore anche in questo da più di mezzo secolo.

Inoltre come grande poeta, sei approdato meritatamente in tante isole, ricevendo e dando tanto in cambio, soprattutto verso quel mondo di incertezza, senza prospettive in cui versano tanti giovani e per sperare occorre, che tutti cantino "Sogna ragazzo sogna". Grazie Roberto, per tutto quello che hai rappresentato dal 1971 in poi, ma ti ringrazio infinitamente, per avermi dedicato a Torrenova (ME) durante il concerto, "NINNI," canzone poetica e sublime, per la scomparsa della mia mamma, avvenuta il 12-07-2013.

Ti confesso che mi è venuto un brivido lungo la schiena da lasciarmi senza fiato. Sei un grande anche dalle piccole cose, di come rendi tutto semplice, naturale e vero. Un grande abbraccio a Daria che è sempre nel mio cuore e a te, mio fratello di idee e sentimenti. con affetto Aurelio!!! 

 

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