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(ANSA) Lipari - Dopo la chiusura delle due aziende che estraevano pomice a Lipari, la Pumex e l'Italpomice, si punta a riqualificare l'area con alberghi, parco minerario, museo della pomice e il recupero della famosa spiaggia bianca, ripresa, tra l'altro, nel film "Kaos" dei fratelli Taviani uscito nell'84.
   Docenti di diversi atenei (Torino, Milano, Reggio Calabria, Palermo Napoli, Westminster University di Londra, la Chambers University of Göteborg) e alcuni membri della fondazione Architetti del Mediterraneo, hanno fatto sopralluoghi prima di aprire i lavori del workshop di "Architettura, luce e paesaggio" alla presenza di neolaureati provenienti da ogni parte d'Italia.
   "La riconversione delle cave di pomice - ha spiegato il sindaco di Lipari Marco Giorgianni - costituisce uno degli elementi strategici per la salvaguardia delle bellezze naturali dell'intero arcipelago oltre che lo strumento grazie al quale si raggiungerà l'obiettivo di mantenere le Eolie nella Unesco World Heritage List. Atteso che il progetto presenta particolari complessità, si ritiene strategico il coinvolgimento del sistema universitario italiano e internazionale, con l'intenzione di avviare la redazione di un progetto di sviluppo turistico dell'intero Arcipelago".

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---Ha preso il via il workshop per riqualificare le aree pomicifere. E' stato organizzato dalla giunta Giorgianni in collaborazione con il consulente Angelo Sidoti.

Le interviste ai professori Giulio Mondini, Walter Cantino, dell'Università di Torino, al dirigente del museo Amalia Mastelloni, al consulente Angelo Sidoti, al sindaco Marco Giorgianni ed al curatore fallimentare dell'ex Pumex Massimo Galletti. Oltre che dei progetti che si intedono portare avanti, si parla anche della messa in sicurezza dell'area pomicifera, dell'immissione in possesso delle aree, di usi civici e della discarica di Punta Castagna.

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I COMMENTI

di Alessandro La Cava*

Pur volendo sorvolare sul fatto che l'unico escluso da questo workshop è proprio colui che ha acceso i riflettori su una fetta di territorio dimenticata da tutti e che la mala politica ha reso ancora più amata perché ha trasformato in precaria la vita di oltre 40 famiglie,non voglio esimermi dal fare due considerazioni. La prima è rivolta all'esperto Angelo Sidoti che da questa amministrazione ha ricevuto il mandato di continuare un lavoro già ultimato dal sottoscritto con la collaborazione, tra gli altri, di tantissimi professionisti locali molti dei quali laureati proprio a Torino e Milano.

Ad Angelo faccio i complimenti per il lavoro svolto e per essere riuscito brillantemente a coinvolgere gruppi diversi di lavoro per mantenere accesi i riflettori su quella porzione di territorio che prima o poi qualcuno proverà a riqualificare. La seconda riflessione la faccio sulla utilità non politica di una iniziativa del genere,peraltro ben organizzata da Sidoti. Voglio ricordare a me stesso che l'area oggetto d'intervento attualmente non è normata urbanisticamente e necessità della redazione di un PUE (piano urbanistico esecutivo) che dia le linee guida rispetto a quello che potrà essere realizzato in tali aree.

Proprio nel rispetto di tali finalità,il lavoro propedeutico coordinato e portato avanti dal sottoscritto con la partecipazione,l'impegno e la serietà di professionisti ed associazioni locali,oggi esclusi e che nulla hanno da invidiare ai grossi nomi presenti all'evento,era esattamente quanto necessitava a questa amministrazione per procedere ( se mai avesse voluto) alla individuazione di un tecnico da incaricare ,pure di fama internazionale, che tenesse comunque conto delle indicazioni che in maniera democratica erano uscite dal territorio.

Ai professionisti,alle associazioni ed a quanti hanno investito un anno di lavoro per rendere un servizio utile alla comunità rinnovo la mia totale stima e riconoscenza,convinto di avere creduto,insieme,in un percorso di partecipazione democratica che rappresenta certamente l'unico strumento utile per fare una buona politica nell'esclusivo interesse della comunità.

*Art1

di Salvatore Leone*

Lipari, punto in bianco

La pomice pura e bianca é sempre stata la spina dorsale di Lipari. Fabbrica di ricchezza prima, rifiuto di bellezza per il mare dopo, futuro oggi.  Pomice sinonimo di utilizzo in tutti i campi. Ricchezza per molti o per pochi. I grossi finanziamenti arrivati nel passato per modernizzare gli impianti pomiciferi hanno avuto le sembianze di...lavate (vulcaniche) di faccia.

Oggi la pomice é sulla carta ,un gran tavolo di studio con il suo consulente volontario e gratuito che dovrebbe garantire il rischio di non trasformare tutto in...tavolata. Nel tutto é previsto di tutto. Punto-Punto. Alcuni punti sono sommersi nella montagna pomicifera. I terreni gravati dagli usi civici che fine faranno? Il Commissario agli usi civici è informato? Lo stato confusionale al momento vive tra sentenze di condanna e assolutorie. Sono stati contestati reati ambientali, modifiche dei luoghi, con montagne scavate e spostate che hanno alterato la bellezza dei luoghi, così hanno detti i P.M. Cose uniche al mondo.

La pubblica amministrazione è intervenuta a sanzionare tale alterazione dei luoghi o...l'imponenza ne impedisce la valutazione? E’ sempre più facile contestare i piccoli abusi. Il comune con l'avvio di un iter amministrativo, potrebbe diventare proprietario dei terreni "abusati" sottraendoli alla curatela fallimentare. L’azione di rivendica, intrapresa dal Comune ha una logica? La curatela fallimentare non è a conoscenza della proprietà dei beni di proprietà comunale e di quelli gravati dagli usi civici?

Che senso ha  iniziare un giudizio petitorio di natura reale quando poteva essere proposta  un’azione personale di rilascio con relativa azione per risarcimento danni. Con la messa in sicurezza della montagna pomicifera,  perché non si è previsto  la bonifica di Punta Castagna, area demaniale di proprietà comunale concessa in comodato alla Pumex? Per anni, in questo sito, sono confluiti tutti i reflui dei pozzi neri a perdere dell'abitato di Lipari.

Ci sono da riesumare  tutte le autovetture parcheggiate e sommerse nel tempo dal deposito pomicifero. Magari la miracolosa pomice le avrà conservate in ottimo stato, preservandole dalla ruggine. Intanto le montagne hanno il loro Angelo, custode di un grande progetto, che dopo settembre potrebbe ricevere la benedizione per essere spartito come un partito ritornato di punto in bianco. E chissà se nel tempo a qualcuno non verrà l'idea di cambiare il nome all'isola di Lipari chiamandola isola pomice. Già grossi finanziamenti con ulteriori patti in deroga potrebbero muoversi, per mantenere come nel passato usi e consuetudini. Naturalmente l’abito bianco é già di rigore ma occhio agli aloni ascellari.

*Avvocato

di Aldo Natoli*

Sicuramente la riqualificazione dell'aree pomicifere costituisce un punto di forza per lo sviluppo economico dell'isola, come ha affermato il Sindaco Marco Giorgianni nella conferenza stampa tenuta giorni addietro presso il Comune. Le informazioni che ci sono state fornite dal Consulente del Sindaco, Angelo Sidoti, sia  sulle procedure di messa in sicurezza dell'aree che sulle iniziative intraprese per valorizzare le "montagne bianche" sono altrettanto interessanti.

Da parte sua Salvatore Leone, con il suo dotto sarcasmo, ci ha messo in guardia su sospette  procedure e finalità. Aspettiamo quindi che le varie Università ci forniscano una interessante proposta di riqualificazione!
Ritengo però che un concetto deve essere chiaro: i fabbricati esistenti, che testimoniano la storia della pomice nel nostro Paese, non si toccano!!!  L'agglomerato edilizio può essere ristrutturato ma non deve subire modifiche di nessun genere sulla tipica  architettura esistente! La loro destinazione d'uso dovrà  essere compatibile con la soluzione che si andrà a dare all'intera area pomicifera .Quindi, a prescindere da ogni "tavolo tecnico:  giù le mani dai fabbricati!

*Geometra

di Giovanni Tauro

Affossate le possibilità di avere una portualita' di degno valore, con un piano spiagge ridotto, al palo da mesi, per una caterva di conflitti di interessi, sparita la possibilità di riavere attivata una risorsa come San Calogero, scomparsa qualsiasi iniziativa sull'avere uno straccio di aviopista, la politica eoliana si concentra sulla riqualificazione della vasta ed abbandonata da anni, area pomicifera. L'amico Sidoti ha organizzato (nella sua qualità di consulente del sindaco) un convegno di idee per vedere di rivalutare una zona disatrata dall'incuria, da incertezze sulle proprietà, da problemi derivanti da un clamoroso fallimento!

Gli esperti provenienti da atenei del nord, novelli re magi, annunciati da abile battage mediatico, dovranno spiegare come riqualificare ai fini di un ritorno economico ed anche nel rispetto del titolo di patrimonio UNESCO, la vasta area oggetto di rivalutazione. Peccato che nonostante i suoni di olifante che accompagnano il prossimo tavolo di esperti, la realizzazione di qualcosa di concreto e' lungi dalla realizzazione. Il perché e' presto detto: l'area in questione soffre per la parte ,più interessante economicamente, di un vasto movimento di smottamento verso il mare, visibile. da chiunque, senza essere geologo o ingegnere ambientale, i Marosi hanno spezzato in due il vecchio pontile Pumex già nell'ottobre 2015 che va al più presto smantellato, i 300.000 euro stanziati dalla curatela fallimentare sono ampiamente insufficienti per interventi di messa in sicurezza della zona, le casse pubbliche sono a secco, il capitale privato (fondi immobiliari ) attende prima di lanciarsi in avventure dissanguanti.

Non mi risulta sia stato fatto alcun pressing, da parte del sindaco ed assessori competenti ,sul sindaco della città. metropolitana dello stretto Renato Accorinti, titolare quale responsabile dell'ex provincia della cura e manutenzione della sempre più pericolosa s.p.179/180 Canneto /Acquacalda infrastruttura fondamentale per i luoghi che si intende riqualificare,per evitare un replay di quanto successo a seguito dello smottamento all'imbocco del tunnel per Canneto. Concludo con due detti famosi: senza soldi un si cantanu missi! Ma soprattutto, sperando che la montagna non partorisca il consueto. topolino, Chiacchieri e tabacchieri i lignu cu lavi si teni in pignu!

di Pino La Greca

Gentilissimo Angelo,

per alcuni impegnisopravvenuti, mio malgrado, non sarò presente all'apertura dei lavori del 19 prossimo. Volevo, tuttavia, esprimerti il mio apprezzamento per il lavoro che ad oggi hai condotto su questo fondamentale progetto per lo sviluppo della nostra comunità.

Come tu ben sai sin dal 1996 mi sono occupato, a vario titolo, (assessore, segretario dei D.S. e del P.D., presidente della sezione di Legambiente di Lipari) della riconversione delle cave di pomice e del Progetto del parco minerario. Sin dal 2002 ho sempre posto all'attenzione delle diverse amministrazioni comunali succedutesi le mie idee in merito. La mia ipotesi progettuale ha trovato attenzione anche nel rapporto di Missione dell'UNESCO ormai quasi in decennio fa. Il frutto del lavoro di ricerca intorno alle cave di pomice ed alla loro storia mi ha condotto alla produzione di cinque volumi sull'argomento, dai miei sulla storia della Pomice di Lipari a quello della Famiglia Bacot-Vicher a quello sul reportage fotografico di Cecilia Mangini.

Negli ultimi due anni, infine, non ho fatto mancare in nessuna occasione il mio contributo in merito, prima nelle sedute della commissione urbanistica, successivamente nel gruppo di lavoro istituto dal sindaco ed infine, già all'inizio del 2016, alla tua rinnovata iniziativa.

Sarò sicuramente presente il 24 settembre ma ci tenevo ad augurarti buon lavoro.

di Angelo Sidoti

Caro Pino, Ti ringrazio per il tuo cortese riscontro. Colgo l’occasione di farti presente che apprezzo le tue competenze e la tua professionalità, il tuo percorso politico e tutto l’apporto che in tutti questi anni hai dato alla Nostra amministrazione comunale.

Come ben sai a questo si aggiunge il mio apprezzamento personale, manifestato subito dopo la mia nomina a Consulente Volontario del Sindaco di Lipari, che va oltre il ruolo politico.

Ti informo che lo studio da te effettuato sull’argomento è tra la documentazione di lavoro del Workshop che verrà distribuita ai partecipanti, come anche tutti i contenuti redatti, sempre sull’argomento, in tutti questi anni dalla stessa azienda privata e dai tavoli tecnici costituiti dall’Ente.

Rispetto agli obiettivi che mi sono prefissato, la strada ancora è molto lunga, ma ritengo comunque che il programma condiviso preliminarmente con l'amministrazione nella persona del Sindaco Giorgianni rappresenti un buon punto di partenza.

Prossimamente saranno avviate altre attività, tra le quali ti riporto il Workshop del Politecnico di Milano Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (durata 15gg), che ha ritenuto il Progetto di Riconversione delle Cave un progetto di Studio Universitario per l'anno accademico in corso, e la costruzione di una rete di Parchi Tematici sui Vulcani (ho già stabilito un contatto con il Direttore Scientifico del Parco Vulcania – Clermont-Ferrand, che conosce il nostro territorio dal 74’).

Per la riuscita di questo progetto, che ritengo strategico per il nostro territorio insieme alla redazione di un Piano di Sviluppo Turistico dell'intero Arcipelago, è necessaria la collaborazione di tutti i soggetti interessati ma soprattutto un grande entusiasmo.

Nel ringraziarti per la tua partecipazione e per il tuo supporto, ti aspetto il 24 p.v. per la conclusione dei lavori.

di Michele Sequenzia

Leggo con vivo interesse di quanto sta per essere discusso – con le migliori intenzioni- sul tema: " Future lights on a volcanic landascape...", dove il Paesaggio è bene supremo, non " commerciabile" , mentre le rapacità mirano ben oltre l'umano vivere.

Scrive Salvatore Settis: " I danni al paesaggio ci colpiscono tutti , come individui e come collettività. Vogliamo " riqualificare"? Da dove si comincia? E cosa riqualifichiamo? Stiamo ben attenti. Spesso si uccide la memoria storica, si ferisce la nostra salute fisica e mentale, si offendono i diritti delle generazioni future". Lo vediamo tutti, senza essere professori o accademici: siamo circondati dal degrado, dalla speculazione e dall'inerzia politica.

Abbiamo speso fiumi di denaro, ovunque abbiamo innalzato cattedrali nel deserto..immensi casermoni..invivibili..Olimpiadi dello scandalo...abbiamo messo le " Mani sulla Città"...Milioni di euro... che sono andati in fumo.

" La qualità del paesaggio e dell'ambiente italiani stanno soffrendo. Intere popolazioni sono in pericolo. Stiamo perdendo dei beni preziosi, che non sono un lusso , ma una necessità ( Settis) . Tutto l'apparato economico guidato dalla febbre del guadagno.... scrive Iean Baudrillard " ..impostato dagli studi di mercato....analisi di fattibilità..ipotesi di rilancio.. Tutta roba fatta per riempire... Palazzi Congresso etc..esistono al solo scopo di incanalare la pressione politica dei gruppi dirigenti verso gli sbocchi voluti , pur mascherando abilmente ..con futuribili nuovi posti di lavoro...di immensa fantastica crescita turistica, crescita del Pil..... pienone degli alberghi e spiagge sovraffollate...un via via di navi da crociera, barche e barconi.. pieni di ricchi Epuloni in cerca di Eros....del "Piacere eoliano."...- illudendo l'opinione pubblica di immensi benefici, con un nuovo " paesaggio"   immaginifico di fiumi di denaro ...di una vita tutta ...." en rose".

Mi auguro che dal convegno in corso si levi qualche vivace e precisa voce critica.

Prevalgano sempre la buona volontà e senso di rispetto, di amore e di attenzione per " l'Isola"....in particolare..per chi ha affrontato un tanto delicato Tema..con tutti i suoi potenziali risvolti..per i riflessi per tutte le isole...per chi ci vive e ci campa...per chi ci soffre e ci fatica..per la sacralità del "Paesaggio". ...l'unico Grande Attore.... immenso, generoso..Dio silenzioso.

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