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In occasione della Giornata Mondiale della Menopausa, un incontro tenutosi a Palermo ha acceso i riflettori su un tema ancora poco affrontato in Sicilia: la terapia ormonale sostitutiva (TSO).

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità e della Fondazione Onda, solo il 5-7% delle donne italiane utilizza questo tipo di trattamento per affrontare la menopausa. In Sicilia, la percentuale è ancora più bassa, e mancano rilevazioni aggiornate che permettano di comprendere il reale stato di salute femminile nella regione.

La ginecologa endocrinologa Maria Concetta Pandolfo ha definito la situazione “preoccupante”, sottolineando come la disinformazione e la scarsa formazione specialistica frenino l’accesso alle cure più efficaci: “Al Sud esiste un gap tra la cultura medica e le esigenze delle donne. Le cure ci sono, ma vanno personalizzate come un abito sartoriale”.

A promuovere l’incontro è stata l’associazione MenopauseBoost, fondata dalla divulgatrice Michela Taccola, che ha lanciato un appello per avviare una ricerca territoriale, percorsi formativi per i medici e campagne di informazione rivolte alle donne. “La menopausa non deve più essere un tabù, ma parte di una consapevolezza diffusa sulla salute di genere”, ha dichiarato Taccola.

La carenza di specialisti in endocrinologia ginecologica e la persistenza di concezioni mediche superate rendono difficile per le donne siciliane accedere a trattamenti adeguati. In un momento in cui cresce il desiderio di benessere femminile, la risposta del sistema sanitario appare ancora insufficiente.