Il commiato a Enzo D’Ambra si è svolto con grande partecipazione e commozione nella sua Canneto, presso la Basilica Romana Minore di San Cristoforo.
La sua morte ha profondamente colpito la comunità eoliana, tanto che il sindaco Riccardo Gullo ha proclamato il lutto cittadino per il giorno delle esequie. La basilica si è riempita di familiari, amici, autorità e cittadini, tutti uniti nel ricordo di un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia delle Eolie. Un saluto che ha avuto il sapore della gratitudine, della memoria e del rispetto per una vita vissuta intensamente.
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PROCLAMAZIONE LUTTO CITTADINO PER IL GIORNO 23 SETTEMBRE 2025 IN OCCASIONE DEI FUNERALI DI VINCENZO D'AMBRA
Ordinanza n. 39 del Comune di Lipari, firmata dal Sindaco Riccardo Gullo il 22 settembre 2025. Questo atto ufficiale proclama il lutto cittadino per il giorno successivo, in occasione delle esequie di Vincenzo D’Ambra, imprenditore noto e stimato nella comunità locale.
Lipari è in lutto per la scomparsa di Enzo D’Ambra, storico imprenditore della pomice e figura centrale nella storia economica e sociale delle Eolie.
D’Ambra, che aveva compiuto 83 anni proprio a settembre, è morto oggi poco prima delle 13 mentre faceva il bagno nelle acque di Canneto, a pochi passi dalla sua abitazione.
Secondo le prime ricostruzioni, D’Ambra si era tuffato in mare per una nuotata, come era solito fare, ma è stato colto da un malore improvviso. Alcuni bagnanti hanno notato che era in difficoltà e hanno tentato di soccorrerlo, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano. In spiaggia, oltre i soccorritori, insieme alla moglie Sonia D’Ambra, sono arrivati anche i nipoti, altri familiari e il vicesindaco Saverio Merlino, da sempre legato all’imprenditore. La notizia si è diffusa rapidamente, richiamando sulla spiaggia numerosi isolani e turisti, segno della notorietà e dell’affetto che circondavano D’Ambra.
Una vita tra industria, cultura e battaglie per Lipari
Vincenzo D’Ambra, era stato definito “il re delle cave bianche” per il suo ruolo di ultimo proprietario della Pumex, l’azienda fondata dal padre Angelino nel 1958 e per decenni forte sostenitore dell’economia locale.
La chiusura delle cave, il sequestro degli impianti nel 2007 e il successivo fallimento della Pumex nel 2015 hanno rappresentato un vero spartiacque per Lipari, segnando la conclusione di una lunga stagione industriale. Questi eventi hanno lasciato dietro di sé non solo disoccupazione, ma anche la necessità di ripensare il rapporto tra sviluppo economico e tutela dell’ambiente. Enzo D’Ambra si è sempre battuto per la difesa della “bianca montagna” di pomice, opponendosi sia alle decisioni dell’UNESCO sia alle scelte politiche che ne minacciavano l’esistenza. In questo modo, è diventato il simbolo di una sfida ancora aperta tra progresso industriale e salvaguardia del patrimonio naturale delle Eolie.
Enzo D’Ambra lascia un vuoto profondo nella comunità eoliana. Uomo di grande umanità, negli ultimi anni aveva scelto di vivere come un cittadino “normale”, raccontando con orgoglio la storia della sua famiglia e della sua isola. Oggi Lipari perde non solo un imprenditore, ma un testimone della sua storia e delle sue contraddizioni.

