
Dopo quasi due anni dal tanto atteso intervento di ripascimento, la spiaggia di Portinenti – l’unica vera spiaggia sabbiosa nel cuore del centro abitato di Lipari – è tornata prepotentemente al suo antico stato di erosione.
Quello che era stato presentato come un progetto risolutivo, approvato circa dieci anni fa e realizzato con un investimento pubblico di quasi 1 milione e 200 mila euro (cifra che in alcune ricostruzioni successive è lievitata), si è rivelato fragile di fronte alla prima mareggiata seria della stagione.
La tempesta alimentata dal ciclone mediterraneo “Harry”, che tra il 20 e il 21 gennaio 2026 ha flagellato le coste del Sud Italia con venti di scirocco intensi e onde poderose, ha letteralmente “cancellato” la spiaggia. La sabbia vulcanica riportata con enormi sforzi e risorse pubbliche è stata in gran parte trascinata via o ridistribuita in modo caotico, lasciando al suo posto ciottoli, detriti e un arenile ridotto a una striscia minima o del tutto assente nei tratti più esposti.
Per le famiglie liparote, per i bambini che finalmente potevano giocare sulla sabbia a pochi passi dalle case, per i turisti che cercano un approdo balneabile senza doversi spostare in barca verso altre spiagge più lontane, Portinenti rappresentava molto più di un semplice lembo di costa: era un simbolo di normalità, di ritorno alla vivibilità del paese, di riscatto dopo decenni di progressivo abbandono e arretramento della linea di riva.
Il progetto di ripascimento, fortemente voluto dall’amministrazione comunale e finanziato con fondi regionali, era stato salutato come una vittoria contro l’erosione costiera endemica delle Eolie. Eppure, già nella primavera del 2025 – quindi a distanza di pochi mesi dalla conclusione dei lavori – le prime mareggiate “normali” avevano messo in evidenza la fragilità dell’intervento: la ghiaia e la sabbia tendevano a spostarsi lateralmente o a essere risucchiate dal moto ondoso senza che fossero previsti adeguati sistemi di contenimento o di manutenzione periodica.
Ora, con l’arrivo di “Harry” – un evento meteorologico di rara violenza per il periodo invernale – il danno è diventato evidente e drammatico. La spiaggia è scomparsa sotto gli occhi impotenti dei residenti, mentre le immagini che circolano sui social e sui gruppi locali mostrano una spiaggia ridotta a una striscia insignificante invasa da detriti e resti di quello che fino a pochi giorni fa era un luogo di svago e di socialità.
La domanda che molti si pongono oggi a Lipari è semplice e dolorosa: come è possibile che un intervento costato oltre un milione di euro (e in alcune stime addirittura il doppio) non abbia retto neppure due inverni? Sono state adottate le soluzioni tecniche più appropriate per un contesto insulare esposto a venti dominanti e a un moto ondoso quasi perenne? È stata prevista una manutenzione ordinaria o straordinaria, oppure si è puntato tutto su un “tappabuchi” una tantum destinato a fallire al primo evento avverso?

Foto 23/01/2026
Il fallimento non è solo materiale: è soprattutto un fallimento di programmazione, di visione a lungo termine, di capacità di ascoltare chi la spiaggia la vive ogni giorno. Portinenti non è una qualsiasi spiaggia periferica: è “la spiaggia delle genti”, l’unico punto di contatto diretto tra il paese e il mare, un bene comune identitario per un’isola che del mare vive.

Com'era Estate 2025
Ora serviranno nuovi interventi, nuovi fondi, nuove promesse. Ma soprattutto servirebbe una seria riflessione: smettere di inseguire soluzioni spot e iniziare a ragionare in termini di resilienza costiera vera, con monitoraggio continuo, manutenzione programmata e – se necessario – riprogettazione radicale degli interventi.
Perché il mare, a Lipari come altrove, non perdona l’incompetenza. E i liparoti, dopo anni di attese e speranze, non meritano di vedere sparire di nuovo, a ogni mareggiata, il loro piccolo grande pezzo di paradiso.

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