Culle vuote, assegno unico e quoziente familiare. L’esempio di Francia ...

Il calo delle nascite nella città dello Stretto si fa sempre più preoccupante. Secondo i dati diffusi dai punti nascita cittadini, nel 2024 sono venuti al mondo 1.783 bambini, contro i 1.866 del 2023: una flessione del 4,4%, ben oltre la già drammatica media nazionale del -2,6% registrata dall’Istat.

Il Policlinico Universitario, uno dei principali presidi ospedalieri della città, ha visto un calo ancora più marcato: 1.055 nascite nel 2024 contro le 1.132 dell’anno precedente, con una riduzione del 6,8%. Il numero medio di figli per donna in Italia ha toccato un nuovo minimo storico, scendendo a 1,18 nel 2024 rispetto all’1,20 del 2023.

Il trend negativo, iniziato nel 2008, coinvolge tutte le aree del Paese, ma colpisce in modo particolare il Sud. Messina si conferma tra le città più esposte a questa crisi demografica, che non è solo statistica, ma sociale e culturale. La diminuzione riguarda sia i primogeniti che i figli successivi, segno di un cambiamento profondo nelle scelte familiari e nelle condizioni economiche.

L’allarme è lanciato non solo dai numeri, ma anche dalle implicazioni future: meno nascite significano meno prospettive per il territorio, meno energie per il domani, e un sistema sociale che rischia di perdere equilibrio e vitalità.

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