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di Fabio Famularo

…La danza delle margherite gialle…
..."Ancora non avevo compreso se si trattava d’amore o di odio perché nonostante tutto, non potevamo fare a meno di costruire case, così come il nostro futuro, alle pendici di questa montagna viva. Il mare scorreva dentro di noi come il sangue nelle vene, la terra che c’induriva e sporcava le mani era il nostro nutrimento e ci teneva legati ad essa come le radici di un albero d’ulivo.

Il cielo era lo specchio che rifletteva la nostra anima, colui che sapeva ogni nostro segreto e sogno, testimone di lacrime e sorrisi. Il vento invece mescolava tutto assieme, colori, profumi, parole ed emozioni rendendoci una cosa sola con il vulcano.
Il vulcano, sì proprio lui ci aveva visto nascere e sotto il suo sguardo vigile, talvolta amorevole altre invece severo e perentorio, era cominciata la nostra storia, quella che ci raccontavamo da sempre per fare allegria intorno a tavole imbandite o per farci coraggio durante i momenti duri e difficili.

Quando ero ragazzo pensavo che la forza più grande, quella più forte e potente, si manifestasse nell’eruzione del vulcano e nella volontà degli uomini che si ostinavano ad abitarlo, ma anche nel coraggio dei pescatori che affrontavano spesso l’ignoto e ancor di più nell’ingegno di tutte quelle persone che ogni giorno, con grande pazienza e determinazione, portavano avanti le loro famiglie attraverso enormi sacrifici. Da uomo compresi però che c’era una forza cento volte più forte del vulcano, che sapeva essere ancora più devastante di un’eruzione, più resistente della pietra e della testardaggine di chi è convinto che il destino si trovi nelle sue mani: l’amore.
L’amore però è come una strada che si perde verso l’orizzonte, si vede bene da dove comincia e non si sa dove va a finire.

Quando s’inizia a percorrerla, i passi sono sicuri e procedono senza indugio, essi però sono come orme lasciate sulla sabbia che una volta alle nostre spalle, il mare cancella alla prima tempesta e resistono solo nei nostri ricordi. La strada dell’amore è un cammino verso l’ignoto, una via che splende di luce ma che continua nel buio più nero e a realizzarla sono i sogni, i desideri e le azioni che compiamo, proprio quelle che un giorno mi hanno costretto a fuggire per non tornare mai più"...

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di Fabio Famularo*

…RACCONTAMI Di STROMBOLI…
…mi accolsero nuvole colorate, dalle infinite sfumature di rosso e mi domandai se fossi ospite o padrone di quel mondo dipinto e a lungo immaginato.
Paura e felicità si fusero assieme e cercai rifugio tra le parole di chi conosceva da sempre quel luogo ammantato di mistero, sospeso tra realtà e leggenda.
Vidi l’inquietudine negli occhi di un uomo appena sceso dal vulcano e ascoltai la dolce rassegnazione di chi non aveva mai provato a superare i confini lontani dell’orizzonte.

Mi unii all’allegria di un giorno di festa dopo mesi di lunghe fatiche, e sentii pronunciare parole di speranza tra due giovani che si promettevano l’amore sotto un tetto di canneti.
Sulla spiaggia, un pescatore regalava storie a un gruppo di persone raccolte intorno alla sua barca, mentre un bambino con gli occhi neri come la sabbia del mare, m’indico’ il faro di Strombolicchio che davanti a noi si ergeva maestoso dal mare. “Una volta” mi disse, “un uomo viveva lassù e viaggiava lontano, dentro un fascio di luce che arrivava in ogni parte del mondo”.
Guardai verso l’orizzonte è vidi la nave che correva veloce sul mare, portando con se’ i ricordi di chi era partito e i sogni di chi invece era rimasto.

“Raccontami di Stromboli” è una raccolta di storie, dove i personaggi raccontano la loro vita sull’isola, la scoperta del vulcano che si odia e si ama allo stesso tempo, che non si vorrebbe lasciare mai mentre la sera si guarda la nave partire col cuore pieno d’inquietudine.

*Strombolibri

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