
Cardiochirurgia in Sicilia, Faraoni: «Due centri sono indispensabili
L’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, ha ribadito con fermezza l’impegno del governo Schifani per il mantenimento dei due centri di cardiochirurgia in Sicilia, a Palermo e Taormina. Durante un’audizione alla commissione Insularità a Palazzo San Macuto, Faraoni ha risposto alle critiche del Movimento 5 Stelle, sottolineando la necessità di garantire equità territoriale nell’accesso alle cure.
«Non possiamo immaginare che chi vive nell’area est debba spostarsi a ovest e viceversa», ha dichiarato, evidenziando le difficoltà logistiche della regione e la rilevanza strategica di una doppia sede cardiochirurgica. Ha inoltre precisato che, sebbene la rete ospedaliera del 2019 prevedesse un solo centro, il governo regionale sta lavorando da oltre due anni per mantenere operativa la struttura di Taormina, considerata un’eccellenza.
Faraoni ha anche affrontato il tema delle liste d’attesa, annunciando un piano da 40 milioni di euro per il 2025 e ulteriori fondi per gli anni successivi. «Abbiamo azzerato le liste urgenti e brevi, e il nuovo impianto operativo ha già prodotto risultati brillanti in ogni provincia», ha aggiunto.
La replica dell’assessore arriva in un momento di forte tensione politica, con il M5S che accusa la Regione di aver invertito i dati sulle cardiochirurgie pediatriche. Faraoni ha promesso verifiche approfondite: «Prima di parlare di vero o falso, è necessario analizzare i dati».
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