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Lipari - Consiglio comunale anche su Museo della Pomice e Parco geominerario. 9 i presenti. Ci sono pure il vice sindaco Gaetano Orto, gli assessori Tiziana De Luca, Max D'Auria. e il dirigente Mirko Ficarra.

Relaziona l'assessore De Luca: ricordo il tavolo tecnico con il presidente Musumeci e la recente decisione della Soprintendenza che ha previsto nell'area un vincolo di interesse curlturale. Noi come amministrazione abbiamo proposto in passato un Pue.. L'obiettivo è di tutelare quest'area fortemente a rischio.

Giuseppe Grasso Del Comune chi sta seguendo questo iter. Io vorrei capire ci dobbiamo difendere da questa iniziativa o l'amministrazione è d'accordo?

De Luca il dirigente del terzo settore

Presidnete Giacomo Biviano facciamo partecipare il dirigente Ficarra

De Luca è in riunione

Francesco Rizzo ricordo cosa ha richiesto per le osservazioni la Soprintendeza. L'amministrazione entro 30 giorni dovrebbe fare le sue osservazioni, cosi' come i cittadini interessati. C'è anche un fatto grave che l'amministrazione non si è costituita in Cassazione perdendo delle aree pomicifere di una certa importanza. Chi se ne è occupato? Come mai in consiglio non si è relazionato? C'è un danno incalcolabile per l'ente... Il provvedimento è mondo perchè Caolino non è stato inserito? LO stesso vincolo va inserito al Caolino e nelle aree interessate per l'ossidiana e anche per l'allume. 

De Luca noi faremo una relazione e presenteremo le nostre osservazioni

Gesuele Fonti  ricordo tutti i consiglieri che hanno manifestato perplessita sull'iter che ha voluto seguire il presidente Musumeci. Noi come consiglio non voglianmo essere scavalacati", Ogni proposta che interessa il territorio deve passare al vaglio del consiglio. Ricordo che su ogni nota di Musumeci c'è il consenso del sindaco di Lipari. Con la visita del governatore si poteva parlare delle emergenze del Comune a cominciare dalla sanità. Mi chiedo come mai la stessa urgenza che c'è stata per la pomice non c'è stata per l'ospedale. Ribadisco che se Musumeci e Razza noin verranno a Lipari per discutere dell'ospedale noi come segno di protesta dovremo dimetterci in blocco dal consiglio. Per 14 anni cave a rischio crollo con i dipendenti abbandonati al loro destino e ora finalmente grazie alla buona politica sono stati sistemati e finalmemnte hanno anche le ferie. La cosa strana è che ieri prima del consiglio esce la nota del Centro Studi, di Nesos e Federalberghi. E infine la Soprintendenza lenta nell'approvazione delle pratiche dei privati, è veloce per l'interesse culturale. Mi chiedo come mai il vincolo non è stato messo anche su Caolino e altre zone? Noi abbiamo chiesto anche all'avv dell'ente tutti i contenziosi con la Pumex. La Sindoni ha risposto che la causa avviata dall'avv Vitrano per conto del Comune si è persa sia in primo grado che secondo grado, e non capisco perchè non è stato fatto il ricorso in Cassazione. Per il museo è stato smantellato tutto non esiste piu' nulla. Punta Castagna è una montagna falsa. Con il vincolo non si potrà toccare piu' nulla. Non si potranno recuperare neppure le spiagge bianche. 

Biviano sia Musumeci che Razza e anche al commissario dell'Asp Alagna sono stati invitati a Lipari il 10 agosto, ad oggi non abbiamo avuto nessuna risposta.

Adolfo Sabatini la comunità di Quattropani chiede il parco per Caolino e il mandante il Centro Studi chiede di vincolare le cave di pomice con il parco geominerario che potrebbe dare lavoro a tre persone. Ricordo che il Caolino poteva essere acquistato dal Comune per 80 mila euro e invece il colpo l'ha fatto un privato. La federalberghi gioisce e in questi anni non ha speso un euro per pubblicizzare le Eolie. Mi parla di turismo di massa e hanno alberghi dove piove dentro. Quella massa turistica contestata paga l'aliscafo, paga l'hotel. Se vengono qua i ragazzini la colpa è dei genitori che li mandano. Di Nesos non posso dire niente perchè il suo lavoro è promuovere le escursioni.

Orto sul contenzioso ho richiesto all'avv Vitrano una relazione che presto mi farà avare. Per il mancato ricorso in Cassazione consultandomi con lo stesso avvocato è stato deciso di non fare il ricorso perchè già eravamo soccombenti e quindi avremmo avuto altre spese legali.

Rizzo ribadisco di dare lettura della nota di Vitrano che dice di fare ricorso. Ma per evitare di perdere 3500 euro non si comprende come si fa a rinunciare a tutto un patrimonio che c'è nell'area pomicifera. Questa è una responsabilità politica che vi siete presi. Chiedo che la relazione sia letta in consiglio. 

Biviano ecco la nota dell'avv Vitrano. 

Rizzo l'avv Vitrano dice di fare ricorso in Cassazione. Questo è il paese che si fa ricorso per un isolano che con la moto finisce in una buca o anche per un decreto ingiuntivo e si pagano spese su spese. Questo consiglio non può poi essere chiamato quando si devono approvare i debiti fuori bilancio. 

Orto mi dispiace che lei è un avvocato 

Bagarre Rizzo-Orto e consiglio sospeso. 

Erika Pajno Ritengo che non è stata fatta dalla Soprintendenza una perimetrazione dei luoghi e ritengo che dovrà essere fatta adegutamente. Questo vincolo darà un diritto di prelazione alla Regione per l'acquisto dell'area invito quindi l'amministrazione a procedere a una nuova perimetrazione. Ricordo che i nostri artigiani hanno difficoltà a lavorare... Per l'aspetto giuridico, l'avvocato dell'Ente ha proposto di fare ricorso in cassazione, la giunta si è assunta la responsabilità di non presentare ricorso. 

Biviano c'è un odg dare mandato ai capigruppo di acquisire atti e documenti e di sentire in audizione curatore fallimentare, sindaco, dirigenti e assessori e di convocare successivamente il consiglio nella prima decade di ottobre. Approvato all'unanimità. Consiglio rinviato a venerdì 17 settembre.

L'ODG APPROVATO ALL'UNANIMITA'

Premesso che l’ordine del giorno (O.d.G.) consiste nella espressione di un voto politico per formulare istruzioni e direttive al Sindaco e alla Giunta, su temi di carattere politico o amministrativo di competenza dell’Amministrazione comunale, riguardo argomenti proposti all’esame del Consiglio comunale.
Visto lo Statuto Comunale Visto il Regolamento Comunale Considerando quanto segue

1. Il Consiglio Comunale è organo di governo del Comune insieme alla Giunta e al Sindaco, ed è il massimo organo rappresentativo della comunità locale.
2. Il Consiglio Comunale è l’organo di indirizzo e di controllo politico - amministrativo dell’ente locale, espressivo della domanda sociale e interprete permanente della volontà popolare.
3. Al Consiglio Comunale competono gli atti fondamentali di indirizzo, programmazione e pianificazione, di controllo e di verifica. Rientra nella competenza esclusiva del Consiglio Comunale l’adozione dei piani territoriali ed urbanistici, sia generali che attuativi. Considerando altresì che

“1. Spettano al comune tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione ed il territorio comunale, precipuamente nei settori organici dei servizi alla persona e alla comunità, dell’assetto ed utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico, salvo quanto non sia espressamente attribuito ad altri soggetti dalla legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.” Art. 13 Testo unico degli enti locali (D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267); che la deliberazione n. 265 del 17 giugno 2021 della Giunta Regionale Siciliana prevede la realizzazione di un Museo della pomice/Parco Geominerario nella ex area mineraria dell’isola di Lipari; che la realizzazione di un Museo della pomice è, ancora oggi, uno degli obiettivi mancati dall’Amministrazione locale e nonostante nel Piano Regolatore Generale, dal tempo in cui si redigeva, sia stato identificato un sito nella frazione di Acquacalda per la realizzazione dello stesso;

che la fabbrica non esiste più e il materiale che sarebbe dovuto confluire nel museo è stato venduto un po’ alla volta portando con se tutto il suo valore storico; che l’istituzione di un Parco Geominerario nelle ex cave di pomice di Lipari presenta rilevanti impedimenti di carattere giuridico ed è perciò di difficile ed immediata esecuzione; che non è stato possibile preliminarmente un confronto in Consiglio Comunale sui contenuti della deliberazione n. 265 del 17 giugno 2021 della Giunta Regionale Siciliana; che il Presidente della Regione Siciliana, nel corso della sua recente visita istituzionale a Lipari, ha dichiarato l’intenzione di sostenere l’istituzione di un Parco Geominerario nella ex area mineraria dell’isola coinvolgendo nelle proprie determinazioni l’Amministrazione locale; 

che l’Amministrazione comunale ha dato la propria disponibilità alla realizzazione di un Parco Geominerario nella ex area mineraria dell’isola, come peraltro emerge dalle numerose dichiarazioni rilasciate dal Sindaco di Lipari alla stampa locale e regionale; che il Consiglio Comunale è l’organo principale per la programmazione e pianificazione del territorio e non può pertanto essere escluso dal confronto su scelte importanti per i territori; che è assolutamente necessario portare all’attenzione dell’organo collegiale i contenuti della deliberazione n. 265 del 17 giugno 2021 della Giunta Regionale restituendo al confronto istituzionale l’onere di scelte fondamentali per il futuro dei territori; che è utile approfondire le questioni tecnico - amministrative e di natura giuridica legate, al meno per il momento, alla ipotesi di un Parco Geominerario nella ex area mineraria dell’isola di Lipari. 

Vista la nota dell’Avv. Antonino Vitrano del 30/01/2020 trasmessa a mezzo posta elettronica certificata al Sindaco e all’Ufficio Legale del Comune di Lipari (oggetto: Proc. Fall. della Pumex S.p.a. in Liquidazione, Tribunale di Barcellona P.G. n. 2/2015 – Decreto del G.D. del 23/01/2020); Vista l’Ordinanza n. cronol. 278/2020 del 22/6/2020 R.G. 330/2020 del Tribunale di Barcellona Pozzo di gotto – Ruolo Collegiale Sezione Fallimentare -. Vista la nota dell’Avv. Antonino Vitrano del 24/6/2020 trasmessa a mezzo posta elettronica certificata al Sindaco e all’Ufficio Legale del Comune di Lipari (oggetto: Giudizio di opposizione allo Stato Passivo integrativo del Fallimento Pumex S.r.l. in Liquidazione); Viste inoltre le problematiche territoriali e urbanistiche connesse alle proposizioni di recupero e riuso delle aree ex cave di pomice di Lipari (istituzione di un Parco Geominerario nella ex area mineraria dell’isola). 

Ritengono che l’Amministrazione comunale debba relazionare in Consiglio Comunale in merito a quanto si apprende dalla lettura della suindicata Ordinanza del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto e dalle relative note dell’Avv. Antonino Vitrano, incaricato a rappresentare il Comune di Lipari. Nonché di chiarire al civico consesso le motivazioni con cui il Tribunale di Barcellona Pozzo di gotto – Ruolo Collegiale Sezione Fallimaentare – ha rigettato l’opposizione proposta dal Comune di Lipari confermando il decreto di esecutività dello stato passivo e condannando lo stesso alla refusione delle spese di lite sostenute dalla Curatela opposta. Considerando altresì che alcuni Consiglieri Comunale e settori importanti dell’imprenditoria locale hanno dichiarato la propria contrarietà alla realizzazione di un Parco Geominerario nelle ex cave di pomice di Lipari; che il confronto istituzionale nonché il coinvolgimento delle realtà associative ed imprenditoriali del territorio rappresentano la strada maestra per contrastare il decisionismo assoluto spesso imposto da un modo sbagliato di governare gli interessi comuni; che è necessario sapere se, a seguito della deliberazione n. 265 del 17 giugno 2021 della Giunta Regionale Siciliana, è stato eseguito uno studio di fattibilità tecnico economico per l’istituzione del Parco Geominerario delle ex cave di pomice di Lipari. 

Tutto ciò premesso, visto e considerato Chiedono di affidare alla Commissione dei capigruppo l’onere di acquisire informazioni, dati e documenti relativi alla ex area mineraria dell’isola di Lipari. E, inoltre, di invitare in audizione il Curatore fallimentare delle ex cave di pomice di Lipari, il Sindaco, gli assessori e i dirigenti o funzionari comunali interessati all’argomento trattato, allo scopo di acquisire dati ed atti o altro materiale comunque utile all’attività dei Consiglieri Comunali. Chiedono ancora al Sindaco di Lipari di non compiere atti in completa solitudine, trascurando il confronto con il civico consesso su un tema che è di enorme importanza per il territorio eoliano, disattendendo la legittima aspettativa della Comunità locale di essere rappresentata in modo avveduto. 

Chiedono pertanto la convocazione, entro e non oltre la prima decade del mese di ottobre, di una seduta di Consiglio Comunale per trattare, a seguito delle verifiche e degli approfondimenti affidati alla Commissione dei capigruppo, alla presenza dell’Amministrazione e dei dirigenti e funzionari degli Uffici competenti in materia, l’argomento di seguito indicato: Museo della pomice/Parco Geominerario nella ex area mineraria dell’isola di Lipari (deliberazione n. 265 del 17 giugno 2021 della Giunta Regionale Siciliana) - Discussione e determinazioni.

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NOTIZIARIOEOLIE.IT

Lipari - Non c'è numero legale slitta a domani il consiglio comunale anche su museo della pomice e parco geomineraio. 5 i presenti: presidente Giacomo Biviano, vice Erika Pajno, Fabiola Centurrino, Gesuele Fonti e Fulvio Pellegrino

I commenti

L'avv Pajno "Si pensi prima all'ospedale con l'ossigeno..."

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di Angelo Pajno

Cave di pomice: l’irragionevolezza della ragione!
E’ notizia di questi giorni l’ iniziativa della Soprintendenza messinese che, con un tempismo degno di miglior causa rispetto alla recente elitrasportata presenza del Presidente della sicula Regione sul sito in argomento, si è accorta della…”importanza storica ed etnoantropologica“ dell’area pomicifera liparese.
Facile richiamare alla memoria la fiaba della bella addormentata nel bosco (nel caso di specie da ben 14 anni, mica poco!) svegliata finalmente dal bacio del principe azzurro.
Ed ecco quindi che, come d’incanto, ci si trova avvolti nella fregola di istituire il parco geominerario e, di pari passo (forse), il museo della pomice.

Chiariamoci: la nostra storia, quella dei nostri padri e dei padri dei nostri padri merita assolutamente che se ne narrino le vicende di vita e, tra queste, di primissimo piano sono quelle dei cavatori di pomice.
Vicende che ho avuto l’opportunità e l’onore di vivere umanamente e professionalmente nella aule dei tribunali assistendo moltissimi ex cavatori aggrediti dalla silicosi, ascoltando i loro racconti, leggendo la loro storia clinica ed ascoltando i loro racconti esposti con un affanno sempre crescente mano a mano che scorrevano i minuti.

Sofferenze di chi si sente, giorno dopo giorno, stringere sempre di più il petto a causa della ingravescente occlusione degli alveoli polmonari intrisi di quella polvere che hanno respirato negli anni e per anni.
A loro va riconosciuto il massimo rispetto e sacrosanta e condivisibile deve intendersi l’iniziativa, invero colpevolmente tardiva, di dedicargli il parco ed il museo, ma come spesso accade alle nostre latitudini grazie all’insipienza della nostra classe politica di alto, medio e basso bordo, ciò che è ragionevole scivola inesorabilmente nella irragionevolezza.
In primis, il bulimico elenco particellare contenuto nel provvedimento della soprintendenza non appare sorretto (salvo errore), e quindi giustificato, da un propedeutico ed analitico studio dei luoghi che in molti casi esulano dalle aree di cava e dalle loro dirette pertinenze per cui non si scorge in ragione di quale oggettivo elemento di valutazione sia stata perimetrata la zona.

Alla luce di tali lapalissiane considerazioni si stenta non poco a condividere, anzi non si condivide affatto, l’entusiasmo della Soprintendente la cui enfasi espositiva usata nella circostanza scivola, a sommesso avviso del sottoscritto, nell’alveo delle mere espressioni di rito e non elidono le responsabilità di una inerzia durata ben 14 anni.

E preferisco sorvolare sulle espressioni rivolte dai soliti ambientalisti “radical chic” (copyright: Ministro dell’Ambiente e della Transizione Ecologica, si legga al riguardo il seguente link: https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/28526183/roberto-cingolani-contro-ambientalisti-radical-chic-peggio-loro-solo-catastrofe-climatica.html)               alla curatela fallimentare, rea di aver svolto semplicemente il compito che gli assegna la legge: vendere i beni della società fallita e distribuirne il ricavato tra i creditori.

E sono curioso di vedere, sotto tale profilo, se e quando il competente assessorato regionale riuscirà a reperire i fondi necessari per l’acquisto dei terreni perché, forse non tutti lo sanno, ma la manifestazione di interesse, con la conseguente apposizione del vincolo, adottata dalla Soprintendenza messinese attiva semplicemente un diritto di prelazione ma non esonera l’ente dal pagamento alla curatela del valore dei beni vincolati.

In secundis, non condivido affatto l’entusiasmo acriticamente manifestato dalla amministrazione comunale alla iniziativa soprintendentizia.

Si dimentica infatti, con colpevole leggerezza, la destinazione imposta su talune di tali aree dagli strumenti di regolamentazione del territorio già in vigore (PRG - PTP - vincolo idrogeologico) che, salvaguardando l’ambiente, ne consentono comunque uno sfruttamento assolutamente mirato per l’esercizio di specifiche attività delle quali l’isola ( e direi l’intero Arcipelago) ha indefettibile necessità.

Ciò si tradurrà con matematica certezza in una valanga di osservazioni in sede di procedimento amministrativo e, se del caso, di impugnazioni innanzi il Giudice amministrativo, ritardando ulteriormente l’avvio dei lavori di realizzazione del parco.

Da quì l’irragionevolezza di una decisione che radica le proprie intenzioni in una iniziativa invece oltremodo ragionevole. Ma tant’è! Mi auguro solo che il prossimo Consiglio Comunale, che ha all’ordine del giorno proprio l’argomento trattato, voglia approfondire tali tematiche chiedendo che si intervenga presso l’assessorato affinchè si proceda ad una perimetrazione più pertinente al fine.

Solo una amara e conclusiva considerazione: per come anche di recente ha evidenziato il collega Salvatore Leone in una sua “Baciamo le mani”, ancora una volta la scala delle priorità delle nostre isole appare vista da Palermo con occhio strabico. Ben venga il parco geominerario ed il connesso museo della pomice ma siamo proprio certi che in questo preciso momento storico non sia più urgente investire in un’assistenza ospedaliera degna di un Paese civile ed in infrastrutture e servizi all’altezza delle necessità primarie non solo della popolazione residente ma anche della vocazione turistica del nostro Arcipelago che da tale vocazione trae oramai la parte principale del proprio sostentamento?
Né mi consola il pensiero che tra qualche lustro magari qualcuno, a Malfa, festeggerà i nostri figli quali emigranti del XXI secolo.
“Molti potrebbero arrivare alla saggezza se non avessero la presunzione di esserci già arrivati” ( Lucio Anneo Seneca).

La nota del Centro Studi, Nesos e Federalberghi 

Accogliamo con grande soddisfazione la notizia del decreto che sancisce l’interesse culturale dell’area delle cave di pomice, emesso pochi giorni fa dalla Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina.
Si tratta del primo passo nella direzione giusta, quella della valorizzazione della stessa attraverso il riconoscimento dell’indubbia importanza storica, antropologica e paesaggistica che caratterizza le cave e gli stabilimenti di lavorazione della pomice. Un primo passo che occorre non rimanga fine a se stesso e auspichiamo venga presto seguito da altri, fondamentali e non più procrastinabili, per la realizzazione del museo e del parco geo-minerario della pomice in accordo con le indicazioni del Piano di Gestione del Sito UNESCO Isole Eolie.

La Regione Sicilia dimostra oggi di voler rispettare gli impegni assunti dal Presidente Musumeci in seguito alle numerose sollecitazioni e all’attenzione mediatica su una questione ormai annosa che rischiava di concludersi in maniera impropria e frettolosa, ovvero attraverso l’alienazione di immobili e attrezzature della ex-cava. Di tale rischio abbiamo parlato fin dal mese di giugno, stimolando un dibattito costruttivo e richiamando enti e organi di competenza all’urgenza di un intervento risolutivo.
Non era e non è possibile immaginare che una parte importante ed espressiva della storia umana e naturale dell’isola finisse in pasto a velleità sganciate da un progetto complessivo e partecipato, in un clima di generale silenzio che appare veramente inspiegabile; per tale motivo le nostre associazioni hanno

ritenuto doveroso lanciare un appello accorato, che oggi viene avvalorato da una piena condivisione della tesi ribadita fin dall’inizio: le ex-cave rappresentano un elemento chiave della nostra identità e devono essere valorizzate, sottraendole a qualsiasi forma di speculazione e riconvertendole in uno spazio di reale interesse culturale collettivo. Uno spazio che deve diventare, il più presto possibile, un PARCO GEO-MINERARIO funzionale al rilancio del turismo culturale e sostenibile, in un’isola Patrimonio dell’Umanità che ogni anno di più si ritrova vessata da un turismo di massa in forme assolutamente insostenibili.
Lipari, 6 settembre 2021

CENTRO STUDI EOLIANO ASSOCIAZIONE NESOS FEDERALBERGHI ISOLE EOLIE

Lipari, "disservizi rifiuti" il consigliere Pellegrino "suona la carica..."

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