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di Susanna Basile

Amato e detestato, è quello che dice di sé, perché dice sempre quello che pensa e quindi gli dicono che è pazzo ma lui risponde “se non ci fossero i pazzi non ci sarebbe il vino buono”, lui è Francesco Fenech, come ci racconta mentre lo siamo andati a trovare durante il lavoro nei campi e nel momento dell’accoglienza in un fantastico video:

Fenech: Sono un piccolo agricoltore di Salina, il mio cognome è Fenech ed è di origine Maltese.  Da Malta siamo arrivati nel 1700 a Salina, da Lipari e poi a Malfa. Il mio bisnonno era un maestro Bottaio Maestro D’ascia, questa è un’azienda che va avanti da tre generazioni.

Susanna: Quanto è grande la tua azienda?
Fenech: L’azienda è fatta di 5 ettari di mia proprietà, questo che vedi è l’unico pezzo pianeggiante, gli altri sono tutti i declivi, poi ho altri 2 ettari, sono in affitto ma li devo acquistare.

Susanna: Il misterioso padre Fenech, ci racconti chi era?
Fenech: Scrivi la storia di padre Felice Fenech che aveva una chiesa ed è stato avvelenato e ucciso a causa di gelosia della chiesa e del Papa. Quindi i padri Cappuccini scrissero il libro. Il mio logo è una chiesa del settecento di nostra proprietà. Non si è mai saputo come sono andate veramente le cose è scritto tutto in questo libro che ti faccio vedere…(lo vedremo nel video)

Susanna: Chi porta avanti l’azienda?
Fenech: Siamo in due, io e un marocchino. Zappiamo, filtriamo, imbottigliamo, innestiamo, facciamo tutto noi tranne nel periodo di settembre per la vendemmia che assumo diversi operai del luogo. Facciamo Malvasia passita, poche bottiglie e una Malvasia secca chiamata Maddalena dedicata a mia figlia e dedicata anche a Dime che è la Dea di Salina e le montagne. Ne facciamo circa 16.000 bottiglie di quella secca, molto di più di quella passita. La mia Malvasia ha vinto tanti concorsi internazionali e mondiali, sono stato ad Hong Kong in Cina in Brasile anche a Dubai, dove volevano containers del mio vino ma qui la terra è poca il vino è quella quantità, quando finisce, finisce. Ora mi diverto di più perché le persone vengono qui a bere e comprarsi il mio vino. Infatti facciamo degustazioni e accoglienza.

Susanna: Parliamo del vino Desiato
Fenech: il Disiato il nome me l’ha suggerito Camilleri. Il professor Scienza e Giacomo Tachis sono venuti a vedere i vini nelle damigiane di mio padre e abbiamo scoperto un vino eccellente, faccio 500 bottiglie, dopo sette anni è un vino perpetuo di Corinto Nero che sarebbe quella uva che una volta si chiamava “uva passolina”.

Produzione Fenech, Malvasia delle Lipari D.O.C. Bio, Maddalena (Malvasia Secca I.G.T. Salina), Perciato rosso (Perricone I.G.T.), Disiato (Passito di Corinto Nero), Grappa di Malvasia delle Lipari, Grappa di Malvasia delle Lipari Barrique, Limoncello di Salina (dai nostri Limoni di Salina), Gin Fenech ai Limoni di Salina, Capperi di Salina sotto Sale – Cucunci sotto Sale.

 

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