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di Bartolino Ferlazzo

FESTA DEGLI EMIGRANTI

Caro Direttore, mi spiace veramente non poter essere presente giorno 18 prossimo, per la bella e splendida idea che hai avuto per il ricordo di tanti nostri compaesani sparsi per il mondo, di cui molti saranno presenti nella piazzetta di Marina Corta, porta loro anche da parte mia un caloroso saluto ed abbraccio; ma desidererei porre adesso alcune riflessioni su questo fenomeno, che ha investito una larga parte della popolazione eoliana.-

Quelle che un tempo erano delle mete ambite, dei luoghi unici, dei posti incantati ad un certo punto sono diventate delle terre da dove andar via, da dove emigrare; si partiva come un salto nel buio, senza la benché minima consapevolezza di cosa si potesse trovare la nelle " americhe " nella nuova terra " Australia ", si partiva con poche cose sulle spalle, sapendo che ben poca cosa si perdeva, apparentemente, si coltivava una speranza; in realtà chi va via, anche adesso, sa benissimo che si lascia alle spalle, forse, per sempre il proprio mondo, le proprie radici, le proprie origini, la propria identità, la propria storia.- Tanti pensavano che una volta via dal luogo natio, la propria identità svanisse, si perdesse invece la storia, in particolare degli eoliani, conferma questa identità culturale, morale e storica, si rafforzava al punto da far nascere, una identità del proprio paese di origine in un luogo diverso e straniero.- I primi emigranti nella valigia di cartone, tenuta ferma dallo " spago " portavano qualche sogno, e tutto il proprio patrimonio culturale eoliano, hanno piantato radici nella nuova terra, senza mai dimenticare " da dove sono partito "; queste zone, quasi delle enclave, diventavano e sono anche oggi, posti dove si festeggiava il santo patrono, dove si parlava il proprio dialetto, dove si cantava e si ballava la tipicità del proprio essere eoliani.-

Questi primi emigranti, sono quelli che hanno tramandato ai propri figli quel senso nostalgico per una terra che non hanno mai visto, ma era la terra dei proprio padri, era la terra dell' origine della propria storia familiare, della propria identità, della cultura e della storia con cui sono stati educati e cresciuti.- Questo arcipelago straordinario ed unico nel suo genere, che fu regno sia di Eolo che di Vulcano, in cui terra, acqua, fuoco e aria si condensano, si uniscono, si fondono e formano degli scenari paradisiaci di acqua cristallina, di una natura forte ed aspra, di luce accecante, in passato hanno reso veramente invivibile la vita dei suoi abitanti, perché più di altri hanno fortemente patito il dramma dell' emigrazione di massa.- Perleloro esisteva un termine adesso in disuso, sconosciuto, sicuramente ignorato dalle nuove generazioni, la solidarietà, che si manifestava già prima dell' arrivo, quando i soldi per il biglietto venivano anticipati da amici già presenti nelle nuove terre, che hanno permesso a molti eoliani di approdare in Australia nelle Americhe, per realizzare il sogno di costruire una vita migliore; in tantissimi ci sono riusciti, lavorando molte ore nella giornata, tornando sfiniti nei poveri giacigli, ove far riposare le ossa sfatte dalla stanchezza mangiando un misero tozzo di pane e, non come succede adesso per tanti migranti che non accettano, che rifiutano anche il cibo che viene loro gratuitamente concesso, perché sempre lo stesso, ma con il solo scopo di una vita migliore e con il pensiero fisso di riunire la propria famiglia; a parte gli amici che anticipavano i soldi per il biglietto del viaggio, in tanti per migrare hanno venduto la propria casa valutandola quanto il costo del biglietto per tutta la famiglia; una emigrazione così ben riuscita, per via della volontà verso il lavoro, dell' attaccamento alle proprie origini, alla propria storia, alla propria famiglia, che hanno reso gli eoliani portatori di identità diverse.-

Per concludere ci poniamo due domande, la prima perché si torna alle eolie, perché le Eolie faranno sempre parte dell' esistenza di chi le lascia, si rimane innamorati, per la vita, di questi posti; la seconda, come ci si sente nel rientrare nel paese d'origine o nel paese d'origine della propria famiglia, perché si sa, benissimo, che nel momento in cui si ritorna, si riscostruisce o ci si ricorda di una parte della storia della famiglia o della propria vita, e l' emozione è immensa, le lacrime che solcano i loro visi, sono gocce di rugiada che bagnano le gote di chi non ha mai perso la speranza, di chi non ha mai perso l' identità di essere eoliani, magari sono quei figli partiti all' età di 20 o 25 anni lasciando alle Eolie genitori anziani, con la consapevolezza che, probabilmente, non si sarebbero mai più rivisti.-

Tutti conosciamo la storia dell' Italia ma non tutti conosciamo la storia delle eolie, ma ricordiamoci sempre un detto che recita " ... quando Roma fu Noi eravamo ... "

Auguri Lipari e grazie di esistere.-

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ALFABETO EOLIANO

La lingua italiana sicuramente è la più difficile, sia da parlare che da coniugare, una lingua con tante regole di grammatica, con termini che hanno diversi significati e che molte volte lasciano nel dubbio, anche perché a secondo del luogo, della regione il significato cambia e si fa di tutto per cambiare la sua originaria definizione, per questo ci siamo sbizzarriti a cercare le definizioni, delle singole lettere, che compongono il nostro alfabeto, secondo la mentalità eoliana, passiamo dunque in rassegna queste lettere:

A) come abusivismo, in tutto, per tutto e con tutto, nulla sfugge ai liparoti, ognuno è libero di fare e comportarsi a secondo delle proprie esigenze ed a quelli della famiglia e dei più ristretti amici;

B) come bandiere, svolazzanti, senza padrone, ma sottomesse a qualsiasi tipo di vento dovunque soffi, ci sono sempre state, ci sono e ci saranno sempre, sono gli arrampicatori sociali, gente senza scrupoli e senza dignità, compari di merende;

C) come controlli, che dovrebbero garantire tutto e tutti, che dovrebbero essere effettuati, ma nessuno li mette in atto anzi, e quelle poche volte che si applicano, prima di recarsi sui luoghi, si fanno partire le "solite" telefonate per informare e, tutto, almeno fino ad oggi, viaggia sull' abbrivio di un lento ma inesorabile declino e corrosione morale, sociale ed economica;

D) come dannazione, si dannazione quando non ci si trova nelle stanze giuste, la dannazione del potere che il Pierino di turno non può esercitare, la dannazione del denaro, come giornalmente ascoltiamo, nei discorsi, anche e principalmente da parte di alcuni preti, che sproloquiando inutili spiegazioni, su tutto e su tutti, ti accorgi che nel concreto il loro unico pensiero e la loro unica finalità, è solo il dio denaro, complimenti;

E) come evasione, costante, continua, azione messa in pratica da chi paga in nero (mamma mia quanti sono) da chi non rilascia scontrini o chi rilascia listette di albergo o con importi dimezzati, evasione è la loro parola d'ordine, il loro cavallo di battaglia;

F) come furbetti, da quattro soldi aggiungiamo noi, tutti quelli che con sotterfugi evidenti, ma non sanzionati, come coloro che sfruttano, su parecchie automobili, il contrassegno di invalidità, senza che l' invalido sia a bordo, magari solo per trovare posteggi dove si vuole;

G) come giullare, la definizione italiana di questo termine è < ... ciarlatano ... > quanti giullari di corte ci sono a Lipari, sia nel passato che nel presente e nel futuro, ciarlatani conclamati, di professione e ciarlatani per opportunità, che vendono solo aria fritta;

I) come intemperie, per la lingua italiana < ... qualsiasi perturbazione metereologica ... > pensate, invece, che per qualche funzionario del comune di Lipari intemperie è anche < il caldo afoso >, ci chiediamo ma questa gente sta bene, come può ricoprire certi posti di responsabilità, bisognerebbe riportarli sui banchi di scuola o magari mandarli a vendere pinozza (noccioline);

L) come luordi (in italiano sporchi) quanti NON luordi ci sono a Lipari, possiamo certamente racchiuderli tutti nella SALIGIA, quanta meschinità il nostro commento;

M) come munnizza (in italiano spazzatura) grazie a Dio non ci manca, siamo super forniti, che già la metà sarebbe stata troppa, in ogni angolo di strada o vicolo, adorna in bella vista parte del panorama eoliano;

N) come niervu (in italiano bastone), ricavato in genere dalla coda del bue, sarebbe giustificato usarlo e farlo sentire a coloro che non svolgono bene il proprio dovere o non lo svolgono per niente, strumento di punizione divina, per tutte quelle < bizzuoche > che vanno in chiesa a pregare e una volta fuori pronte a fregare il prossimo;

O) come ordinanze sindacali, emesse e nella quasi totalità delle volte, non fatte osservare e rispettare da chi deve e non lo fa, che restano lettera morta e vengono usate per pulire la parte meno nobile del corpo umano;

Q) come qualità e quantità, qualità mancante da circa quindici anni e qualche labile fiammella adesso sembra intravedersi, quantità pochissima a causa di chi non produce e mette il bastone tra le ruote per chi invece vuole produrre, facendo perdere in prestigio e dignità;

R) come raccolta (differenziata), ma quando mai, differenziata in pressapochezza, in improvvisazione con poca esperienza, tanta presunzione e riottosi a qualsiasi tipo di suggerimento, basti pensare che in tantissimi, ancora non hanno ricevuto il contenitore dell'umido;

S) come scontrini, quelli che si dovrebbero rilasciare ma non si rilasciano (vedi evasione) meglio i listini degli alberghi per i vari addebiti alle stanze, tanto, come detto, evadere è una forma ormai legalizzata, qualcuno che ogni tanto li rilascia dimezzati, li conserva per portarli a S. Pietro come prova, magari per imbonirlo e per un lascia passare, e accompagnati da banconte da 500€ di cui si fa la raccolta;

T) come trasporti marittimi, senza concorrenza con orari e mezzi che non si discostano tantissimo da quelli del passato, basti pensare che il piroscafo Eolo raggiungeva Milazzo in due ore, oggi si impiega lo stesso tempo, basti pensare ai primi aliscafi della SAS stesso tragitto in poco meno di un' ora come oggi; (T) come trombati, quelli delle elezioni sicure e vincitori certi, quelli da ottocento voti e passa, trombati, trombati, trombati;

U) come u surdu (in italiano il sordo) quanti sono nelle nostre isole, tanti forse troppi sono il risultato tangibile di un tessuto sociale ormai logoro e disunto ed il proverbio è sempre attuale < ... u veru surdu è chiddu cun voli sentiri ... > il vero sordo è quello che non vuole sentire;

V) come violazioni, di goni tipo, qualità e quantità e, non solo nella vita amministrativa, non solo nel sociale, nel morale, nell' economia, nella chiesa, ma ci sarà qualcuno addetto a denunciare tutto questo a qualsiasi livello;

ZTL) un insieme di tre lettere, che dovrebbero significare Zona Traffico Limitato, solo per mezzi di carico e scarico in determinati orari nel centro storico di Lipari, poteva andare bene una simile restrizione, prevista dal Codice della Strada per Lipari, ma quando mai infatti, è stata modificata in Zona Traffico Libero.-

Veramente di quanti Auguri hai bisogno o Lipari.

 

CHIESA IL DUBBIO RESTA

Abbiamo notato come certe notizie per alcuni scabrose, non vengano riprese adeguatamente da organi di informazione, notizie che suscitano interesse, forse scalpore ma che sicuramente fanno rimanere sbalorditi.-

Sgombriamo subito il campo, dicendo che per noi l' interesse è destato, oltre che dalla notizia di per se, anche e principalmente dal venire a conoscenza, se veritieri, di azioni che in molti condannano e non solo laici;

non intendiamo crocifiggere  nessuno,  non intendiamo additare alla gogna nessuno, non vogliamo giudicare - non abbiamo questa presunzione - nessuno, non vogliamo criticare i comportamenti personali di nessuno, non ci interessa cosa possa fare un uomo o una donna o un sacerdote, con la propria vita e principalmente nella vita privata, sono fatti personali che esulano da qualsiasi tipo di intervento.-

Certo in una piccola comunità come la nostra, la notizia potrebbe aver fatto scalpore, ma abbiamo notato che invece non si è parlato più di tanto o non si parlato per niente,forse in alcuni ambienti le pressioni perché si rimanesse in silenzio sono state tante e forti, come se la cosa fosse di una normalità disarmamnte nella quotidianità, dunque di ordinaria amministrazione.-

Noi, nel nostro piccolo, a tutti quelli che ogni giorno frequentano la chiesa, che si battono il petto, tutti quelli che scrivono, che parlano di Cristo, a tutti questi farisei, ancher in tonaca, desideriamo regalare alcune riflessioni, la prima estratta da < SUMMA THEOLOGIAE 1-11 q.9 a.4 di San Tommaso > che recita in passaggiuo < ... la legge  morale  è un comando  della  ragione, ordinato  al  bene comune, poromulgato da chi è incaricato di una comunità ... > questo ci fa capire quale sia il senso morale, come e da chi deve essere promulgato ed il tipo di comportamento, che questi deve tenere;

la seconda l' abbiamo estrapolata < dalla lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali > firmata da Joseph Card. Ratzinger Prefetto e da Alberto Bovone Arc, tit di Cesarea di Numidia, al punto (3) si legge < ... atti omosessuali, questi descritti come atti che vengono privati della loro finalità essenziale e indispensabile  come  intrinsicamente  disordinati  e tali che non poossono essere approvati in nessun caso cf n.8 par. 4 ... > e ancora < ... chi si trova con una particolare inclinazione omosessuale dovrebbe essere oggetto di una particolare sollecitudine pastorale perché non siano portati a credere che l' attuazione di tale tendenza nelle relazioni omosessuali sia un' opzione meramente accettabile ... >;

al punto (13) < ... è evidente che una chiara ed efficace trasmissione della dottrina della chiesa a tutti i fedeli e alla società nel suo complesso, dipende in larga misura dal corretto insegnamento e della fedeltà di chi esercita il ministero pastorale, i vescovi hanno la responsabilità, particolarmente grave, di preoccuparsi che i loro collaboratori nel ministero e soprattutto i sacerdoti siano rettamente informati e personalmente ben disposti a comunicare a ognuno la dottrina del Cristo nella sua integrità ... >

punto (15) < ... nessun programma pastorale autentico potrà includere organizzazioni nelle quali persone omosessuali si associno tra loro, senza che sia chiaramente stabilito che l' attività omosessuale è immorale ... >, e nel Levitico 18,22 e 20,13 quando vengono indicate le condizioni necessarie per far arte del popolo eletto, l' autore < esclude dal popolo di Dio coloro che hanno un comportamnto omosessuale > e San Paolo scrive che <  chi agisce da omosessuale non entrerà nel regno di Dio cf 1 cor 6,9 ... >

Abbiamo voluto riportare tutto questo per far conoscere a quanti non ne fossero a informati cosa ne pensi la chiesa a tal proposito; noi ribadiamo che ognuno è libero delle proprie azioni, dei propri comportamenti e nessuno può, a livello morale ed etico, dare giudizi o giudicare, ma nello stesso momento non  accettiamo, non possiamo accettare, chi predica bene e razzola male, che ci invita a comportamenti moralmente corretti e cristiani quando magari ci si ......... in modo diverso, chi

sproloquia in omelie tediose, stancanti, dove addirittura si mette in evidenza, quanto si riferisce in confessione, meno male che si ha il buon senso di non fare i nomi, di chi si esibisce sugli altari con vera megalomania e che non si guarda assolutamente dentro; che dire oltre, niente perché il malessere, nasce dall' essere indottrinati, dall' ascoltare di fidarsi di gente di cui si può perdere la

fiducia, è grande, perché il tarlo del dubbio, il tarlo della menzogna, il tarlo di comportamnti diversi da quelli che si indicano di tenere, diu mettere in atto da cristiani, resta sempre molto alto e forte, e concludiamo con una  frase  celebre  di  politico  cattolico praticante < ... a pensare male si fa peccato ma molto spesso ci si indovina ... >.-

Veramente Auguri Lipari.-

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