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di Daniela Giuffrè

MA CHE NE FACCIAMO DELLE TERME DI SAN CALOGERO?
È un fatto curioso che delle nostre Terme se ne parli solo durante il periodo elettorale. È diventato il nostro Ponte di Messina. Terme,Terme no. E ne facciamo questo, ma no, facciamone quello. Passate le elezioni, i riflettori si spengono sulle terme per ricominciare il giro di valzer 5 anni dopo.
Ma dico io, chi è che crede più ai proclami dei politici sulle terme? Si può continuare così? Lasciare quel patrimonio in disuso, alle intemperie di 5 anni in 5 anni. Se continua così, quell’edificio sarà presto un rudere, pronto per la demolizione e chi si è visto si è visto. Un problema in meno.

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Vogliamo parlare di questa risorsa che abbiamo la fortuna di avere? Quando erano in funzione la gente veniva ricoverata per fare le cure termali, io me lo ricordo. Poi nel 1975, l’edificio ha spento le luci per ristrutturazione e, come succede spesso in Italia, non le ha più riaccese.
Sono quasi 50 anni che se ne parla ma di fatti e di progetti concreti non se ne sono visti. Sento proposte assurde o irrealizzabili, tipo “riaprire lo stabilimento come Terme”, quando le Terme sono in crisi in tutta Italia e le nostre inoltre non hanno più l’acqua che avevano 50 anni fa. Qualcuno parla di “residenza per anziani”, per farla diventare un parcheggio per vecchi in attesa della morte. Escludendoli dal mondo e da quei contatti sociali che, più di altri, hanno bisogno. Sia chiaro: la solitudine uccide!

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Allora vogliamo parlarne seriamente? Io butto sul tavolo una sola idea, solo una e poi “chi di dovere”, come si dice in questi casi, valuterà se può essere fattibile e sostenibile, anche economicamente. Propongo un progetto che integri elementi di benessere, cultura e sostenibilità e che si rivolga a un target di pubblico diversificato come, giovani, anziani, bambini, gente stressata, gente amante della natura, gente a cui piace la storia e l’archeologia. Un centro ad ampio spettro insomma. Non vi stancate se considerate troppo lungo questo post ma credo che ne valga la pena.

Lo chiamerei: Centro Benessere e Cultura Sostenibile: "Terme Oasis Lipari"
Metterei:
1. Spa e Centro Termale Sostenibile:
Riattivare le strutture termali per offrire trattamenti di benessere e terapie termali utilizzando le acque termali locali e se sono poche, montare un sistema di risparmio e ricircolo. Questo può includere bagni termali, saune, massaggi, trattamenti di bellezza e terapie olistiche. Metterei una Mini-Spa Esperienziale per creare un'esperienza intima e di lusso con un numero limitato di vasche termali, focalizzandosi sulla qualità piuttosto che sulla quantità.

2. Spazio Culturale e Museo:
Creare un museo che racconti la storia delle terme e dell'area circostante, valorizzando e mettendo in mostra i reperti archeologici e documenti storici.
3. Agriturismo e Giardini Botanici:
Introdurre un'area di agriturismo che sfrutti gli uliveti circostanti per produrre olio d'oliva locale e biologico. Sfruttare l'ambiente naturale circostante, come uliveti e giardini, per offrire attività all'aperto, sessioni di yoga e percorsi per camminate meditative, trekking. Altri tipi di attività per cui non è necessaria l’acqua termale, bellezza e riabilitazione. Creare giardini botanici per promuovere la biodiversità locale

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4. Programmi di Benessere e Salute:
Offrire programmi di benessere che integrino attività fisica, meditazione e alimentazione sana, in linea con l'ambiente circostante. Collaborare con professionisti del settore sanitario per offrire programmi specifici per la gestione dello stress, la riabilitazione e la prevenzione delle malattie.
5. Turismo Sostenibile:
Promuovere il turismo sostenibile, incoraggiando i visitatori a esplorare l'isola in modo eco-friendly, utilizzando mezzi di trasporto a basso impatto ambientale e collaborare con le comunità locali per coinvolgere i residenti e garantire che il progetto porti benefici economici e sociali all’isola.
Credo sia un sogno meraviglioso e necessitano tanti soldi. Ma perché non presentare un bel progetto alla Regione e/o l’Unione Europea per farselo finanziare?
Vi invito a dire la vostra e ad avanzare altre proposte. Grazie a quanti vorranno intervenire.

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Per non andare lontano nel tempo si prenda esempio da Bormio che ha ben tre centri termali, di cui il piu' antico risale ai tempi dei Romani, come lo stabilimento di Lipari chiuso da ben 50 anni con gravissime responsabilità politiche.

Si comincino a fare le trivellazioni e vediamo se effettivemente non c'è piu' acqua termale... Eh sì che si potrebbe fare turismo tutto l'anno...(NDD) 

L'INTERVENTO DA MESSINA

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di Carlo D'Arrigo*

Terme di San Calogero e Insufflazioni timpaniche,

Prendo spunto dal sapiente manoscritto della dottoressa Daniela Giuffrè inerente le Terme di S. Calogero, pubblicato il 20 c.m. su queste pagine, per aggiungere un argomento che mi appartiene. Le strutture Termali, come quelle di San Calogero, oltre ad offrire trattamenti benessere e terapie per le patologie novellate nel pezzo citato, possono essere vantaggiosamente per le Terapie Otoiatriche.

In specie per le Insufflazioni tubariche, o Endo-timpaniche, con lo scopo di ripristinare una corretta ventilazione dell’orecchio medio (la parte dopo la Membrana Timpanica) e favorire il drenaggio di secrezioni siero-mucose presenti nell’orecchio. Tutto questo è ottenuto agendo a livello della Tuba di Eustachio, quel sottile canale che collega l’orecchio medio col rinofaringe (o cavità orale) con importanti funzioni di drenaggio e ventilazione per l’organo uditivo. Questa realtà patologica è presente nei casi della cosiddetta Otite con ridotta capacità uditiva e ovattamento dell’orecchio, conseguente a processi infiammatori a carico delle prime vie respiratorie.

Le insufflazioni si eseguono inserendo delicatamente un sottile tubo di plastica nel naso per essere posizionato in corrispondenza dell’apertura della tuba di Eustachio. E’ cosi insufflato vapore sulfureo, ben presente presso le Terme di San Calogero, e avente un potente effetto antinfiammatorio. L’applicazione ha la durata di qualche minuto e i suoi effetti terapeutici sono di gran lunga superiori a quelli di qualunque farmaco antinfiammatorio.

Senza trascurare che, in questo caso, la terapia è locale e non interessa tutto il corpo, come quando ingeriamo un farmaco per via orale. Peraltro le Otiti, semplici da curare, vanno terapizzate subito prima che interessino altri organi del sistema uditivo (cfr. Organo Cocleare) rendendo permanente la perdita dell’udito. E’ interessante ricordare che la mancanza di udito nei piccoli non permette la formazione del linguaggio e crea quel soggetto che, erroneamente, è chiamato “sordo-muto”. Infatti, per quanto ho scritto, il muto è soltanto sordo. Ma torniamo alle Terme di San Calogero: le vogliamo riaprire o no? I vantaggi per le Eolie sono enormi e la scelta è solo politica.

*Già docente di Fisica Acustica – Facoltà Medicina-Università di Messina

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