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di Giancarlo Marsile

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Egregio Direttore,
vorrei rispondere in maniera garbata e sicura al sindaco di Leni Giacomo Montecristo in merito al suo commento su quanto accaduto nella notte tra il 22 e il 23 di Febbraio dal momento che si tratta di fatti molto gravi che regalano una brutta immagine del comune e della borgata di Rinella. Ciò che è avvenuto è veramente grave , un'azione vile e dannosa che viola la buona convivenza in comunità ma, contrariamente a quanto riportato dal Sindaco, non si tratta della prima volta che vengono riportati avvenimenti, forse meno gravi, ma sicuramente degni di nota.

Mi riferisco alle problematiche che ha subito il borgo di Rinella tipo piccoli furti avvenuti a danno delle barche adiacenti alla spiaggia come ancore, corde, benzina, parabordi e varie attrezzature in più alcune sdraio da spiaggia tagliate con il coltello . Vi sono stati anche danneggiamenti ad alcuni fuoribordi tra i quali uno importante avvenuto due anni fa in cui sono stati tagliati i fili delle candele rendendo inutilizzabile un fuoribordo e il taglio del filo di accensione dell'ape di un mio collega pescatore, che di ritorno dalla pesca durante la notte, è rimasto bloccato a Rinella dal momento che il suo mezzo non partiva scoprendo poi essere stato manomesso, però tendo a dire che a tutti questi avvenimenti non e' mai stata sporta denuncia dai carabinieri, forse per paura di qualche ritorsione o per il queto vivere?

Vorrei poi sottolineare che il fatto che le mie reti si trovassero sul porto non era dovuto ad incuria ma per un motivo forzato dato l'imminente maltempo e bisognava metterle in sicurezza. Per me le mie attrezzature da pesca come le reti tremaglio fanno più comodo a me averle calate in mare per il loro scopo, cioè la pesca, cosi lavoro e mi consente di guadagnare, vivere ed adempiere, tra l'altro, a tutti i miei doveri di cittadino. Vorrei inoltre aggiungere che non spetta a lei decretare se le mie attrezzature da pesca può o meno stare adagiata nel porto ,ma bensì gli enti competenti ,ricordiamoci ,che il porto di Rinella è un porto commerciale e io stesso sono in possesso di una regolare licenza ministeriale di pesca e titolare di ditta individuale.

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Per quanto riguarda il ripascimento, ripeto, che a mio modo di vedere fallimentare, in quanto sta avvenendo quello che successe oltre 50 anni fa quando la punta del molo è stata allungata. Il moto ondoso sposta infatti la cosiddetta "sabbia" e la riversa all'interno del porticciolo dove vengono attraccate le barche sia dei diportisti sia di coloro che, come me, hanno regolare licenza di pesca. Il riversarsi della sabbia ha innalzato il fondale rendendo quindi l'attracco impossibile in diversi punti. Il problema poi riguarda anche le abitazioni adiacenti alla spiaggia all'interno delle quali si riversa regolarmente la 'sabbia' che viene continuamente spostata a cui a questa redazione allegherò delle foto a testimonianza di tutto ciò. Non è necessario essere un ingegnere per accorgersi di quanto sta accadendo, e sotto gli occhi di tutti.

Per concludere, da come afferma il sindaco impropriamente che faccio uso della spiaggia come fosse il terrazzo di casa mia ,gli vorrei ricordare che la spiaggia è demaniale ed è il terrazzo di tutti anche il suo, anche se in spiaggia ci viene poco , dato che il suo occhio non si allunga non oltre l'attracco portuale, luogo dove ogni mattina prende l'aliscafo per andare a Lipari a insegnare.
Tornando invece al motivo della mia lettera, la cosa ancor più grave è la sua totale assenza nel condannare il gesto vandalico nei miei confronti come suo cittadino e lavoratore di impresa autonoma, tutti l'hanno condannato e come il dottor PIERO FORTE PRESIDENTE REGIONALE DELL'ANAPI PESCA SICILIA condanna in maniera decisa e determinante prendendo le mie difese e le difese di tutti i pescatori professionali come me! invece lei tira in merito a quanto accaduto con un commento sull'inadeguatezza del luogo in cui avevo riposto le reti.
Ritornando al discorso di prima è stata la mia attrezzatura da pesca a subire i danni, domani chissà a chi potrebbe capitare.

Il fatto che io abbia raccolto in poche ora la somma necessaria per acquistare nuovamente tutto il materiale danneggiato ( e non ringrazierò mai abbastanza tutti coloro che mi hanno aiutato), è la testimonianza del fatto che l'accaduto ha toccato il cuore di molti che conoscono la dedizione, l'impegno e la fatica che richiede il mio mestiere. Un lavoro antico, che andrebbe protetto, preservato e tutelato e sicuramente non ostacolato.
Questa grande solidarietà mi da la forza e la voglia di ricominciare, con più passione e dedizione di prima.

Ora siamo vicini alle nuove elezioni comunali, di cui che io sappia il sindaco Montecristo non si ricandiderà più così facendo le sue preoccupazioni dagli oneri che una carica così importante come quella di sindaco potrebbe comportare.
Detto questo io tornerò sempre più forte di prima a praticare il mio lavoro e lei professore Montecristo, lei che è stato il mio professore alle superiori, anche se per poco potrà tornare a insegnare senza pensare ai problemi del comune, per tutto il resto anche se tra noi non scorre buon sangue gli auguro tutta la fortuna di questo mondo, detto ciò saluto tutti e non risponderò più a nessuna provocazione, perché io ho la coscienza pulita .
Cordialmente

Foto prima e dopo

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