OPINIONI

Di Luca Chiofalo
Nella guerra dei dati e delle “sensazioni” sulla stagione turistica in corso, piegati purtroppo troppo spesso a ragionamenti di parte, si rischia di perdere di vista il tratto saliente: il modello su cui abbiamo vissuto per decenni é in crisi.
L’industria del sole e del mare é in difficoltà e non soltanto da noi. Il patrimonio naturalistico di cui disponiamo é sempre una grande attrattiva, ma la competizione con altre mete storiche ed in crescita recente si gioca sulla capacità di offrire un’esperienza completa e appagante soprattutto agli ospiti “altospendenti”.
L’atavica mancanza di strutture portuali attrezzate e sicure ci penalizza nell’accoglienza, paradosso, a diportisti e natanti che fanno la fortuna di altre mete. Un limite da superare. Ferma la presenza di escursionisti che adorano i nostri vulcani e riequilibrati la quota di giovani turisti da movida e l’intrattenimento a loro dedicato, per isole di pregio come le Eolie si aggiunge la necessità di intercettare la nicchia di turismo con maggiori risorse a disposizione, certamente più sostenibile del “mordi e fuggi”, invasivo e di difficile gestione.
Qui, però, servirebbe un salto di qualità in professionalità e offerta commerciale e “culturale” che non ci é mai riuscito del tutto. Alta considerazione e cura andrebbe riservata, inoltre, al turismo crocieristico, voce importante di introiti per chiunque. É tempo di discutere di cose serie, di discutere di futuro: facciamolo da comunità matura, facciamolo con intelligenza.
