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di Gianni Iacolino

Se ci sono aziende, attività commerciali, istituzioni che onorano la nostra comunità, nei primi posti metterei il Museo Archeologico Bernabò Brea, la SEL, il ristorante Filippino, l'edicoa-libreria Belletti.

Se dovessi seguire, nell'elencare, un ordine cronologico, l'edicola di Belletti, così la intendiamo, starebbe forse al primo posto.
Dico questo per sottolineare che la famiglia Belletti ha garantito e promosso l'informazione e la cultura per quasi un secolo, offrendo anche professionalità e garbo in un locale ampio, accogliente ed intimo allo stesso tempo, un angolo di quiete e riflessione in un contesto, a Lipari, dove sembra ormai spadroneggiare ansia, irritabilità, edonismo cafone e fine a se stesso.

Mimmo Belletti ha saputo mantenere, fra mille sacrifici e tanta abnegazione, una dirittura professionale improntata ad etica di altri tempi e spiccata professionalità.

Questa mia nota nasce non per tessere lodi mercenarie e non richieste, ma per sottolineare un aspetto che va attenzionato in un periodo di crisi delle edicole e delle librerie.
É possibile che né l'amministrazione, né il consiglio comunale si rendano conto che , nell'indifferenza, si rischia di perdere un bene insostituibile?

É dovere di un'amministrazione sensibile fare di tutto per evitare un simile rischio, mettendo in moto iniziative atte a sostenere il difficile compito di portare avanti un compito così oneroso come un'edicola-libreria in tempo di crisi.
Lipari, senza una libreria, sarebbe il deserto.

L'INTERVENTO DALLA SARDEGNA DEL CAVALIERE FELICE D'AMBRA

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di Felice D'Ambra

Buongiorno Bartolino, innanzi tutto mi complimento per la straordinaria 20ma edizione dello sposalizio dei millenari Faraglioni. Che ha avuto un’enorme risonanza, e i e nel comunicarti, che ieri leggendo sul Tuo Notiziario Eolie online, quanto ha scritto il carissimo amico Gianni Iacolino, e anche il WhatsApp inviatomi dal Web Master Massimo Pagliaro, in merito alla precaria situazione che versa la storica Edicola di Corso Vittorio Emanuele di Lipari, di Mimmo Belletti. 

Rammaricato, condivido in pieno la loro preoccupazione, che secondo me, dovrebbe essere anche di tutta la comunità Eoliana di Lipari e non solo. 

Personalmente ho sempre considerato la storica Edicola, un luogo ideale d’incontro per tutti: donne, bambini, mamme e soprattutto di quei uomini di Cultura e intellettuali di Lipari e non solo. A tal proposito, allego un pezzo da me pubblicato tanti anni fa, riscoperto negli archivi del Tuo Notiziario Eolie online.

Spero con tutto il cuore che la storica Edicola, con un intervento energico da parte delle Istituzioni, e non solo, prosegua il suo cammino, come ha sempre fatto con grande dedizione e professionalità, l’amico di tutti, “Mimmo Belletti” da anni coadiuvato da Roberto Monte. Un grande in “Bocca al Lupo”.

NOTIZIARIOEOLIE.IT 10 DICEMBRE 2012

Da Cagliari in linea Felice D’Ambra. Lipari & Amarcord “La storica edicola ”Belletti”

di Felice D’Ambra

Lipari & Amarcord “La storica edicola ”Belletti”.

Quando noi giovanotti di quell’epoca, salivamo da Marina Corta per andare al Corso, passavamo davanti  all’edicola del giornalaio Filippo Belletti. Eravamo il solito gruppetto di amici che ci fermavamo a curiosare tra le pubblicazioni ben esposte tutte in fila: settimanali, riviste varie, libri, quotidiani, fumetti e i giornalini dell’Intrepido, il Monello, Arturo e Zoe, Topolino, Paperino, anche se i miei occhi si soffermavano di più sui fumetti di Tex Willer, Pecos Bill, Kit il Piccolo Sceriffo e di Sitting Bull (alias Toro Seduto). Accanto a noi le ragazze da marito e quelle che all’uscita di scuola e con i libri sotto il braccio, sfogliavano di nascosto i vari settimanali che parlavano d’amore: “Il Grand Hotel, Sogno, Bolero, Luna Park, Lancio” che all’epoca venivano chiamati fotoromanzi e che piacevano alle donne sposate, mature e soprattutto alle ragazze da marito.

Questi fotoromanzi, negli anni a venire, ebbero un grande successo e dopo letti venivano prestate alle ragazze del vicinato che non avevano la possibilità di acquistarle e che fra loro, se le passavano di mano in mano. Come d’altronde succedeva a noi poveri squattrinati giovanotti che non avevamo neppure una lira e solo chi aveva i soldi l’acquistava, e come sempre poi, li leggevamo tutti. Di solito in edicola trovavamo personaggi del posto importanti, intellettuali, quelli che leggevano Il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera, o il Messaggero di Roma e c’erano anche quelli che erano interessati soltanto ai quotidiani regionali e sportivi come Il giornale di Sicilia,la Gazzettadel Sud, Corriere dello Sport, e lo storico “L’Ora di Palermo” (che all’epoca aveva corrispondenti all’estero e annoverava nel giornale firme prestigiose tra cui quella di Matilde Serao, Luigi Pirandello, Salvatore di Giacomo e Giovanni Verga.

L’edicola di don Filippo Belletti era situata supra o timparozzu, nella mitica Via Garibaldi, ad angolo di fronte allo storico Bar Eolo dei fratelli Italiano. Ricordo vagamente il nonno di Mimmo Belletti, fratello della Sig.ra Marietta, mamma dei fratelli Virgona. Ricordo anche alcuni di quei negozi del rione di allora che facevano da contorno all’edicola. Era un continuo via vai, c’era chi andava a prendere il caffè o il gelato al Bar Eolo e per leggere il giornale, o chi andava a fare la spesa da mastro Ciccio, o a comprare le scarpe e bottoni da don Pino Adornato, papà di padre Alfredo, oppure chi si recava per un rogito dal Notaio Paino e chi dal barbiere Mollica, papà di Totò o a farsi sistemare le scarpe dal ciabattino Filippo Virgona, cognato di Don Filippo Belletti e papà di Filippo, Enzo, Margherita e Pina Virgona. A pochi passi dall’edicola, c’era la trattoria “a milazzisa”, mamma di Bartolo Merrina e c’era chi invece andava a prendere le misure per il vestito del matrimonio o per un semplice vestito dalle sorelle Mannello, zie dell’Eolian Berlinese Gilormino Casali, mentre sopra la sartoria, c’era l’ambulatorio del medico dei poveri, Don Onofrio Palamara, “che non prendeva mai soldi da loro”.

Al mio ritorno a Lipari, dopo parecchi anni, ho ritrovato l’edicola in Corso Vittorio Emanuele (Farmacia Finocchiaro) e ancora dopo un altro trasferimento ad angolo tra Corso Vittorio Emanuele e Via Prof. F.Carnevale (ex ospedale), e finalmente la storica edicola, trova la sistemazione ideale sempre nel Corso in fronte all’Ufficio Postale e a fianco alla Farmacia Sparacino. Varcare la soglia di questo locale, di questo “tempio” ch’è un insieme di edicola, libreria, Bazar, Souvenir, e oggetti vari, mi ha dato l’impressione di trovarmi in un ambiente simile e forse anche superiore, alle edicole di grandi Città come Roma, Milano, Madrid, Londra, Parigi, Berlino. Senza ombra di dubbio e secondo il mio parere, credo che l’edicola Belletti, sia sicuramente molto apprezzata dai turisti e vacanzieri internazionali che la frequentano. Non voglio esagerare ma, credo anche che per la comunità liparota, Eoliana e non solo, sia un valore aggiunto e un punto di riferimento di prestigio.

IL PUNTO E VIRGOLA

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La crisi delle edicole viaggia di pari passo con quella delle librerie, dei negozi di musica e della rivendita di cartoline. L’edicola Belletti è tutto questo. Il mondo si allontana dalla carta stampata. In molte città italiane le edicole sono autorizzate ad emettere i certificati comunali, una goccia d’acqua per non chiudere. Ma é un aiutino limitato che non durerà nel tempo. Nel caso di Lipari c'é una sola possibilità. Con la tassa di sbarco si possono salvare oltre 100 anni di storia, un riferimento culturale, un punto d’incontro. La politica locale deve sovvenzionare un Infopoint fra libri e giornali. Questo va protetto fino all'ultimo respiro. L’edicola Belletti per le Eolie è il confine di tutto questo.

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NOTIZIARIOEOLIE.IT

28 GENNAIO 2010

 
22 GENNAIO 2011

 

21 MARZO 2014

Lipari, la storica edicola-libreria "Belletti" dona al nostro direttore Bartolino Leone una penna "Delta" targata "BL"

Sembra abbandonata da qualche giorno in vico Tortona.

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Da quest'anno un cittadino di Lipari nativo e residente non puó piú richiedere la traghetti card per parenti di primo grado, come in passato, come se l'essere residente fosse un'aggravante. Norma non solo vessatoria, ma anche assurda, senza senso. Se l'amministrazione comunale ne é al corrente , si adoperi per fare abrogare questa palese prepotenza.

https://drive.wps.com/d/AOxkIs_g678lwIfa-YudFA 

Corso Vittorio Emanuele alle ore 8,30...

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Mode e costumi hanno assunto nel corso dei secoli significati diversi tanto da diventare a volte simboli di pensiero, di appartenenza politica ed anche religiosa.

Da come ci vestiamo, dal tipo di abiti che indossiamo siamo spesso catalogati in categorie che quasi sempre corrispondono al nostro modo di pensare .

Giacche, cravatte, camicie, pantaloni, scarpe , accessori vari, tutto quello che indossiamo risponde al nostro sentire in quel momento , alla nostra voglia di apparire in un determinato modo che ci mostri come vogliamo essere percepiti .
Ed allora ci serviamo , dalla notte dei tempi, anche di quello che il nostro corpo ci mette a disposizione per rafforzare il nostro modo di presentarci. Oltre ai muscoli mimici del volto , ci vengono in aiuto gli annessi cutanei ( capelli, baffi, barba, peli ed anche unghie ) che vengono sfruttati a fini estetici nei modi sempre più vari e fantasiosi ,con il ritorno ,anche a secoli di distanza, di vecchie mode ormai dismesse.

Basta pensare al fiorire di barbe hipster tipiche dei primi anni del Novecento e che oggi fanno bella mostra rendendo interessanti anche volti altrimenti insignificanti. Capelloni negli anni '60 e '70 , teste lisce ben rasate, negli ultimi venti anni, chieriche sulle teste dei preti , oggi scomparse, baffoni e barbe alla Mazzini, alla Saffi o alla Crispi , depilazioni totalbody che contrastano con le pelurie ostentate dagli hippy pochi anni orsono, maschi palestrati con l'orrore del pelo superfluo rappresentano tutte le variabili dell'uso del pelo.

Il pelo come emblema dei tempi. Non a caso " 'cchiù pilu pi tutti " l'azzeccato slogan di Albanese.
Ma barba e baffi non hanno avuto sempre vita facile da poter essere mostrate senza incorrere in rischi ed in sanzioni penali sino a metá del XIX secolo. I Sanfedisti che proteggevano lo Stato Pontificio avevano il compito di " battere o ammazzare chi era gabellato per liberale, framassone o carbonaro " fino al punto che bastava mancare di assiduità alla messa o lasciarsi crescere la barba per rischiare.

La barba era indizio di princìpi spinti, era proibita in Sicilia ancora al tempo della guerra in Crimea, tanto che il Console sardo a Trapani dovette far ricorso ai suoi diritti consolari per non essere raso a forza dalla polizia ( Trevelyan ). Quindi anche barba e baffi utili a discriminare. Con l'aria che tira si rischia di incappare in possibili nuove norme di un prossimo decreto sicurezza.  

Segnalo questa notizia:

Varese, butta la spazzatura in strada: il sindaco la rispedisce "al mittente"

https://milano.repubblica.it/cronaca/2018/12/14/news/cassano_magnago_varese_sindaco_spazzatura-214259862/

Mezzogiorno si apre con uno squarcio di luce dopo una mattinata grigia asfissiata da pesanti nuvoloni.
Quale migliore occasione per far prendere un po' d'aria alla mia vecchia Vespa ringiovanita con nuovo lifting e trasformata in un vecchio e raro modello 90 ss.
Incontro Sergio Rosso che, incuriosito dalla mia luccicante Vespa, scatta una foto sul soleggiato lungomare di Marinalunga.
Ho pensato che Sergio sia tornato a Lipari da Torino per un momento di vicinanza e di ricordo dei suoi defunti.

Nessuno di noi, in questi giorni, mancherá a quell'appuntamento cui ci hanno abituato, sin da piccoli, i genitori ed i nonni che ora riposano attendendo una nostra visita.

E lì, lungo i viali del nostro passato ci rincontreremo tutti in un momento di mestizia che ci fa sentire tutti più vicini nel ricordo di chi ci ha preceduto, di volti che ci erano famigliari, di persone che facevano parte della nostra quotidianità, di chi ci ha voluto bene e di chi conoscevamo appena.

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LE SANTE MESSE E DOMENICA A SAN PIETRO IL RITORNO DI DON GAETANO SARDELLA

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