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di Luca Chiofalo

Il cambio di passo c’è stato.

Dopo oltre un anno di incertezze e sofferenze diffuse, grazie all’accelerazione della campagna vaccinale, possiamo ragionevolmente sperare di uscire presto dall’incubo Covid.

I paesi più avanti con la vaccinazione, come l’Inghilterra, hanno abbattuto morti e contagi e cominciano ad allentare le restrizioni. Prima dell’estate riapriranno praticamente tutto.

A noi, con ancora decine di migliaia di contagi e centinaia di morti quotidiani, toccano ancora un paio di mesi di sacrificio, ma le previsioni, se forniture di siero e vaccinazioni rispetteranno le attese, fanno sperare (come ha detto il ministro leghista al turismo) in un’estate migliore di quella passata.

“Passaporto” sanitario per spostamenti sicuri e, forse, vaccinazione anticipata per tutti gli abitanti delle isole minori potrebbero darci un’ulteriore spinta per ripartire presto col turismo e lasciarci alle spalle il periodo più difficile della nostra storia recente.

L’ultimo sforzo...

PER ASPERA (tributi) AD ASTRA!
Siamo in pandemia e non si parla d’altro, ma proviamo a vedere oltre: parliamo dei soldi, quelli pubblici, quelli di tutti.
Senza equità impositiva e recupero delle somme non pagate dai furbetti, le difficoltà per le casse comunali e per la redazione di bilanci “verosimili” cresceranno...
Tradotto: minori servizi e prelievo medio in aumento.
I tributi e i canoni locali hanno previsioni di incasso puntualmente non rispettate ed elusione ed evasione crescenti.
Non è un fenomeno iniziato con le difficoltà della pandemia, ma si
trascina, peggiorando, da molti anni.

Come si fa a non percepire la profonda ingiustizia e non provare vergogna se un pensionato che percepisce 800 euro al mese (o anche meno) onora con rigore le proprie scadenze e, invece, grandi “utenze” e “signorotti” accumulano insoluti o evadono quanto dovuto alle pubbliche amministrazioni sperando nel colpo di spugna che cancelli il debito o nelle carenze
nell’accertamento e riscossione degli enti pubblici?
Superata l’emergenza Covid, se non si inverte l’andazzo, si finirà per convincere anche il cittadino “onesto” a cambiare atteggiamento: perché essere tra i fessi che pagano quando i furbi che non contribuiscono quota parte al costo della macchina pubblica la fanno franca?
Non si tratta di perseguitare qualcuno, soprattutto se in difficoltà, si tratta di ristabilire un principio di giustizia.

La forsennata corsa alle poltroncine di palazzo per le amministrative del prossimo anno sarà animata anche dalla voglia di abolire iniquità e squilibri attuali o si continuerà a tollerare il “privilegio” di pochi a danno di molti?
Mah... la “statura” dei prossimi candidati sarà un indizio...

 

Per non esporre i nonni e le persone fragili a gravi rischi.
Per dovuto rispetto agli oltre 100000 morti italiani causa covid.
Per evitare ulteriori restrizioni.

Perché anche giovani e individui in salute possono sviluppare forme severe di infezione.
Per non compromettere la campagna vaccinale.
Per non privare ancora i nostri bambini e ragazzi della scuola e della “socialità”, fondamentali per la loro crescita.

Per sperare di vivere un’estate quasi normale.
Servono altri motivi per convincerci a rispettare con rigore le disposizioni per il contenimento del contagio e smetterla con le feste, i pranzi di gruppo, gli assembramenti al bar o per strada e le sciocche lamentele…?

 

Come auspicato circa un mese fa con la segnalazione sulle pagine del “notiziario” di un articolo che illustrava il modello greco, i Sindaci delle isole minori italiane sembrano muoversi verso la richiesta di vaccinazione di massa delle loro comunità. 

Questa soluzione ci metterebbe presto al riparo dagli enormi rischi sanitari che corriamo data la carenza di strutture e ci consentirebbe di essere una meta sicura per i flussi turistici che a breve si rimetteranno in moto.

Spingere forte, dunque, se la strada è percorribile.
Intanto, bisogna purtroppo notare che, “nel silenzio”, aumentano i contagi ma non diminuiscono gli assembramenti ed i comportamenti a rischio…
Non ha senso ma sembra tollerato. 

Eppure, noi ed il resto della Sicilia stiamo reggendo l’urto del virus meglio di quasi tutto il resto d’Italia in questa fase, perché compromettere una situazione al momento gestibile senza essere obbligati a chiusure radicali? 

Perché rimandare ad un eventuale aggravamento della situazione (cioè chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati) controlli più rigorosi sul rispetto delle disposizioni anti contagio, consentendo, frattanto, ad un manipolo di sprovveduti di mettere a rischio l’intera comunità?
Il buonsenso sia il “senso” del momento…

 

L’emergenza sanitaria da Covid-19 non è finita, anzi negli ultimi giorni sembra che in Italia vi sia una recrudescenza dovuta alle varianti.
Osservando però i luoghi di ritrovo della nostra bella e rilassata isola (come altrove) sembra che pochi se ne preoccupino.
Assembramenti (con mascherina optional) da seduti, in piedi e, se si può, anche da sdraiati...
Bene. Se questo è l’approccio alla libertà concessa di muoversi e sedersi ad un bar o su una spiaggia, si spiega il perché le restrizioni ed i controlli rigorosi sono assolutamente necessari per questo scriteriato popolo di eterni bambini.

Evidentemente, non è chiaro che ci vuole poco a tornare in guai seri (come se gli attuali non fossero abbastanza); il centro-nord Italia, con molti centri tornati in zona rossa, lo dimostra.
Non sia mai, ma se scoppiassero focolai, ci fossero casi “seri” (considerate le nostre strutture sanitarie per noi ingestibili e pericolosissimi) e ci trovassimo obbligati a chiudere tutto, con chi
dovremmo prendercela?

Con le istituzioni (aguzzine o lassiste a seconda dell’umore dello scemo di turno che commenta) o con gli atteggiamenti imbecilli di chi gioca, spensierato, col fuoco e rischia di bruciare tutti?
Ai posteri (di senno) l’ardua sentenza...

N.B. Oltre ai rischi sanitari, usate la testa anche pensando ad altre conseguenze: auspicando che gli spostamenti saranno consentiti, per salvare almeno una parte della stagione turistica dobbiamo mantenerci quasi indenni dalla diffusione del virus... altrimenti, potremo ripiegare sul reddito di cittadinanza o sulla questua.

L'INTERVENTO

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di Francesco Coscione

Ho letto, approvando e condividendo, lo scritto di Luca Chiofalo titolato molto sapientemente "gli imbecilli dello struscio". Qualche giorno fa avevo anche io evidenziato questi comportamenti evitando di entrare nei particolari ma bene ha fatto Luca a porre l'accento su una realtà evidente... forse soltanto a noi due. Pretendiamo, facendone cavalli di battaglia, le vaccinazioni di massa nelle isole minori perchè viviamo di turismo, colpevolizziamo governi, regioni e sindaci se chiudono le attività e le zone, ce la prendiamo con le forze dell'ordine se non elevano contravvenzioni (agli altri!) ma poi basta che vediamo giallo per dedurre che possiamo fare tutto. Dopo un anno non abbiamo capito che le vaccinazioni sono un aiuto ma, ancora, non la soluzione. La soluzione siamo noi! Se teniamo la mascherina tutti, almeno quella chirurgica non quella fiorata di stoffa tanto carina, se osserviamo le distanze e ci laviamo e/o disinfettiamo le mani le probabilità di infezione sono prossime allo zero. Una cosa che vorrei evidenziare è che se ci troviamo in auto con colleghi di lavoro, la mascherina è obbligatoria e che molti si sono infettati proprio in queste occasioni. Purtroppo la parola obbligatorio per l'italiano si traduce con: vediamo come posso fregare la legge. Il risultato è che non solo ti freghi tu ma, purtroppo, freghi anche gli altri.

AVVISO AGLI STUDENTI E FAMIGLIE AI DOCENTI AI COLLABORATORI SCOLASTICI SCUOLA MEDIA DI MALFA

SI COMUNICA Che il giorno 1° marzo 2021 avrà inizio il CORSO PON “PIU’ ITALIANO SEMPRE PIU’ INSIEME 2” Rivolto agli studenti della classe 3^ Scuola media di Malfa Con il seguente calendario ed orario: Tutti i lunedì dalle 13,30 alle 15,30
Docente: prof.ssa Teresa Oliviero Tutor: prof.ssa Rosangela Ziino
IL DIRIGENTE SCOLASTICO Prof.ssa Mirella Fanti

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Il piano della Grecia per diventare Covid free (e le isole che lo sono già)

Immaginate un luogo dove poter passeggiare senza mascherine, senza igienizzante, senza distanziamento sociale. Un posto dove potersi baciare, ballare, uscire a cena e, magari, inciampare in qualcuno senza paura d’essere infettati. Sarebbe un posto al riparo dalla pandemia globale che ci ha paralizzati per un anno, un paradiso Covid free. Bene, invece di sognare l’utopia sanitaria c’è chi sta lavorando per realizzarla: il primo ministro greco Kyriakos Mītsotakīs.

Mentre il Paese ellenico aveva retto bene alla prima ondata grazie a chiusure precoci, la seconda ondata seguita all’afflusso del turismo estivo è stata durissima. «Il picco dei contagi d’autunno sembra scavallato in tutta Europa» calcolano i matematici del Consiglio Nazionale delle Ricerche. In tutta Europa, tranne che in alcuni Paesi tra cui proprio la Grecia. Martedì la regione di Atene è tornata in lockdown rigido con anche le scuole serrate completamente. Eppure il piano per avere isole immuni alla pandemia da offrire sul mercato del turismo internazionale è una priorità nazionale, il governo ci lavora sul piano sanitaro e su quello diplomatico.

La Grecia ha vaccinato poco meno del 5 per cento della popolazione al ritmo di 5mila al giorno, 3mila meno del previsto. Si è vaccinato il personale sanitario e ora si stanno vaccinando gli over 80. Si cominciano a prendere appuntamenti per i cittadini sopra i 60 anni. Più o meno il ritmo è quello di tutto il resto d’Europa con i ritardi dovuti alla mancanza di dosi. Nonostante questo, però, in Grecia un pugno di isole sono già oggi Covid free. Tutti gli abitanti di Meganisi, Kalamos e Kastos sul Mar Ionio e Ikaria nell’Egeo sono stati vaccinati. Greci e stranieri residenti. Poche migliaia di persone, ma su quelle isole le potenzialità ricettive si contano a decine di migliaia. Per ogni isolano vaccinato vanno calcolati almeno 10 potenziali turisti durante l’intera stagione.

La vaccinazione a tappeto prosegue isola per isola, appena si trovano le dosi sufficienti per tutti. «Vuoi mettere – spiega entusiasta Alypios Tsagaris, albergatore di Rodi – se potessimo dichiarare che in tutta l’isola non ci sono e non ci possono essere infezioni perché siamo tutti vaccinati? Basterebbe che i turisti che arrivano in traghetto o in aereo provassero di essere sani o a loro volta immunizzati dal vaccino, che la vita qui potrebbe tornare assolutamente normale, tutto come prima di questo maledetto Covid».

«Quest’anno ci sarà una grande richiesta di viaggi e dobbiamo farci trovare pronti. Dobbiamo riuscire a garantire che le isole siano sicure – ha detto il premier conservatore durante la visita ad un ospedale -. Chi lavora negli hotel, nella ristorazione, nella nostra industria del turismo dovrà essere protetto, più saranno i vaccinati e più visitatori avremo». Per un turismo fuori dall’incubo Sars-Cov2 il primo ministro sta insistendo in Europa e fuori per il varo di un «passaporto sanitario internazionale». L’ha fatto anche durante una video conferenza con il presidente cinese Xi Jinping. «La Grecia vorrebbe la creazione di un certificato di vaccinazione. Questa sorta di “passaporto sanitario” può diventare uno strumento per facilitare i viaggi e permettere ai turisti cinesi di venire in Europa in totale sicurezza». Magari proprio sulle isole greche liberate dal Covid.

La Grecia è appena dopo l’Italia il Paese che ha visto il Pil diminuire di più in Europa con un calo del 10%. Il crollo del turismo ne è la causa prima. La proposta greca del passaporto sanitario ricorda quella del governatore sardo, Christian Solinas, agli esordi della pandemia. Forse vaccinare l’intera Sardegna o la Sicilia, isole da milioni di abitanti, è un obbiettivo troppo ardito per le vacanze di Pasqua. Ma l’idea di esportare il progetto greco a Eolie, Egadi, Pontine, magari persino l’Elba e altre nostre piccole isole potrebbe essere utile anche per il nostro turismo.(corriere.it)

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