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di Ennio Fiocco

Robert Mertens e la lucertola delle Eolie in estinzione

Robert Friedrich Wilhelm Mertens è stato un erpetologo tedesco di fama mondiale. Nasce a San Pietroburgo nel 1894 da genitori tedeschi e morì tragicamente il 23 agosto del 1975 in Germania per come dirò alla fine della mia ricerca. Si trasferì giovanissimo a Lipsia dove ottenne un dottorato di ricerca in zoologia e prestò servizio, durante la prima guerra mondiale, nell'esercito imperiale tedesco Kaiserreichsheer. Mertens lavorò a Francoforte per lunghi anni, come assistente e poi come brillante professore universitario. Nei suoi lunghi viaggi nel mondo ha, soprattutto, studiato le lucertole e i varani. Vi è da dire che durante la seconda guerra mondiale, fece evacuare la maggior parte delle collezioni del Museo Senchenberg in piccole città per tutelarle dagli eventi bellici dei bombardamenti.

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Non va sottaciuto poi che lo stesso Mertens era stato autorizzato a gestire un piano per ricevere esemplari, dai paesi occupati dal Terzo Raich, raccolti usando il sistema postale dell'esercito per lo studio e la loro catalogazione. Tra le numerosissime pubblicazioni di zoologia, tante specie hanno preso il suo nome. Il suo libro “Il mondo degli anfibi e dei rettili” all'inizio del 1960, tradotto in diverse lingue, è stato un evento piuttosto insolito per il tempo ed anche per il costo. Va detto che in uno dei suoi viaggi nei primi anni cinquanta ha studiato le lucertole delle Isole Eolie, descrivendo alcune popolazioni presenti negli isolotti come “razze insulari”, rispetto alla comune lucertola campestre “Podarcis siculus” e segnalando nell'isola di Vulcano la presenza di una lucertola locale che indicò in “Podarcis waglerianus”.

Dopo qualche tempo vi furono altre scoperte - dovute ad altri esperti del settore - proprio a Stombolicchio di Stromboli e sullo Scoglio Faraglione dell'isola di Salina, di lucertole che appartenevano alla nuova razza e cioè alla “Podarcis raffonei”. Vi è da dire, ancora, che nel 1973 sullo scoglio La Canna di Filicudi venivano rinvenuti, da alcuni alpinisti che l'avevano scalata per la prima volta, una colonia di lucertole della medesima specie. Appassionante è anche il racconto che emerge da una rivista scientifica del 1980 di M. G. Di Palma, dove si parla che nel mese di giugno del 1973 alcuni scalatori del faraglione colonnare “La Canna” alto 97 metri, “videro sullo scoglio alcune lucertole, confermando così le voci di alcuni pescatori locali, secondo le quali su La Canna viveva una lucertola di colore scuro” e fu avanzata l'ipotesi che “si trattasse di una razza da descrivere...

Nel Luglio 1979, il dr. Sergio Cucchiara abile rocciatore e appassionato geologo, che aveva già compiuto quest'impresa nel 1975, scalò di nuovo La Canna in compagnia della dr. Silvana Pirazzi, catturandovi quattro esemplari...notevolmente diversa da tutte quelle note...Le lucertole della Canna, come già avevano osservato il primi scalatori, sono poco diffidenti, tanto che i quattro esemplari studiati furono catturati con le mani, senza l'aiuto della classica canna con laccio. In certi casi esse salgono addirittura spontaneamente sulle persone...”. Per quanto concerne lo scoglio Lisca nera frontistante a Panarea, oltre cento anni fa lo zoologo Enrico Hiller Giglioli aveva scoperto una piccola popolazione di lucertole, mai più ritrovata dai naturalisti che hanno visitato lo scoglio in epoca successiva. E ciò come anche evidenziato da un articolo dell'associazione Nesos riportato su “Scripta Herpetologica”, inerente una monografia pubblicata dalla SHI (Società italiana di Erpetologia).

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Nelle isole Eolie convivono, quindi, soprattutto le normali lucertole che hanno avuto il sopravvento sul territorio negli ultimi millenni rispetto alla nuova specie di cui sopra che si è garantita sugli sparuti scogli. Anche nell'isola di Vulcano sopravvivono in poche decine di esemplari e stanno andando in estinzione, come anche negli altri isolotti di cui sopra. Tale biodiversità rappresenta un qualcosa di indescrivibile ed importantissimo e la specie va salvaguardata anche dall'alterazione dell'habitat e dai rumori che incombono. Va detto che negli anni venti del secolo scorso la popolazione dei rettili sopravvisse su Strombolicchio al bombardamento nella parte sommitale per l'installazione del faro alimentato ad energia solare e gestito dalla Marina Militare Italiana. In particolare, la lucertola delle Eolie è in prevalenza insettivora e si è adattata nei millenni al poco spazio esistente cibandosi addirittura anche di resti di carcasse per sopravvivere, includendo nella propria alimentazione sostanze vegetali. Si riproduce da aprile a ottobre e la femmina depone due o tre uova. Le colonie, la cui specie è stata riconosciuta soltanto nel 1994 (in quanto prima era classificata come Podarcis Wagleriana), sono in estinzione e non sono inserite in alcuna area protetta. Già da lunghi anni si chiedeva un piano di conservazione, come esplicitato da M. Capula & P. Lo Cascio in uno scritto del 2010 e in altri ancora tra cui uno del 2006, i quali con i loro studi e ricerche hanno fatto conoscere la specie ad un pubblico più ampio e facendo opera di sensibilizzazione. Con il mio scritto mi propongo non solo di presentare il Mertens, ma sopratutto di evidenziare che la lucertola delle Eolie è in via d'estinzione e merita di essere tutelata. Cosa lasceremo ai nostri figli se non interverremo?

Nella stragrande maggioranza delle persone comuni e per una cultura negativa tramandata per consuetudine, i rettili e le lucertole sono sempre stati avversati per la loro forma e movimentazione, ma loro ci appartengono perché fanno parte del nostro universo. Erano presenti sul pianeta già notevolmente prima dell'uomo e noi abbiamo invaso il loro territorio. In uno scritto di M. Capula e R. Scalera gli autori argomentano che “nonostante i poco giustificati sentimenti di diffidenza e repulsione che i rettili suscitano comunemente nell’immaginario collettivo, serpenti e lucertole sono specie che in qualità di predatori o prede, rappresentano una componente essenziale per il corretto svolgimento della catena alimentare in molti ecosistemi...Per quanto riguarda le specie endemiche o subendemiche, particolare attenzione merita la Lucertola delle Eolie. Si tratta di una entità relitta... attualmente in via di estinzione a causa soprattutto della distruzione della vegetazione originaria delle isole e della competizione con la congenere Lucertola campestre (Podarcis sicula), numericamente assai più abbondante e caratterizzata da una più ampia valenza ecologica”.

Mi viene di fare un raffronto, sebbene io sia soltanto un amatore e non un esperto, tra le isole Eolie e le isole Galápagos, queste ultime studiate dal grande Darwin che con il Beagle arrivò nell’arcipelago il 15 settembre del 1835. Al suo ritorno nel Regno Unito quest'ultimo si mise al lavoro per catalogare tutto il materiale che aveva raccolto durante il viaggio e, negli anni seguenti, elaborò gli appunti concludendo che in natura esiste una sorta di “lotta per la vita”, con un ruolo selettivo dell’ambiente sulle varie specie viventi, comprendendo il ruolo fondamentale e primario delle mutazioni genetiche, in buona parte casuali, su cui si innestano solo in un secondo momento le dinamiche ambientali. Semplificando, una mutazione genetica porta alcuni esemplari di una specie ad avere casualmente una caratteristica che meglio si adatta all’ambiente in cui vivono, rendendo loro un vantaggio evolutivo che porta questi esemplari a fare evolvere la specie. Darwin comprese, in sintesi, che chi era più adatto alla lotta per la sopravvivenza, e cioè chi si adattava meglio al territorio, chi riusciva a procurarsi cibo e acqua e fuggire dai predatori, continuava a vivere, mentre chi non ci riusciva scompariva e la specie si evolveva: questa era la selezione naturale. Perché ho accennato a queste isole così lontane da noi e a circa 970 km all'ovest delle coste sudamericane, formate da 13 isole principali, 6 piccole isole, 42 isolotti e tanti scogli più o meno grandi?

Perché mi ricordano le Eolie ed hanno delle caratteristiche in parte similari. Le Galápagos oggi visibili hanno un'età notevolmente maggiore rispetto alle Eolie, ma si sono formate pure loro dalle eruzione dei vulcani. Le più antiche delle nostre isole sono Alicudi e Filicudi, che hanno circa un milione di anni, mentre le più giovani sono Vulcano e Stromboli con circa centomila anni. Continuando il presente scritto sull'erpetologo Robert Mertens che ha scoperto la specie Eoliana, avevo accennato al un episodio tragico che lo condurrà alla morte.

Lui era tra i massimi esperti della materia a livello mondiale e possedeva questa sviscerata passione nella continua ricerca ed amore per gli animali che ci ha tramandato nei sui scritti scientifici. Il 6 agosto del 1975 si trovava nella sua abitazione di Francoforte sul Meno ed avendo eccelsa dimestichezza con con i suoi animali, stava nutrendo il suo piccolo serpente della specie“Thelotornis capensis”, detto ramoscello di savana, allorquando quest'ultimo improvvisamente lo morse. Poiché in quel periodo non esisteva un antiveleno efficace (come anche a tutt'oggi), soffrì per 18 giorni prima di morire lentamente. In particolare, il Mertens ha tenuto e redatto di proprio pugno un diario giornaliero sulle sue condizioni di peggioramento osservando che era “per un erpetologo un fine singolarmente appropriato”.

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