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di Ennio Fiocco

Gli angeli buoni tra cielo e immaginazione

L'angelo rappresenta il contatto tra cielo e terra, tra alto e basso, tra il mondo degli spiriti e quello degli uomini. Gli angeli, il cui nome significa “messaggeri”, sono visti come intermediari tra il divino e l'umanità.

Altri simboli riguardanti l'angelo possono riguardare, ad esempio, anche tatuaggi o rappresentazioni a memoria di un caro passato oltre, della chiamata di un angelo che possa portare i propri cari o sé stessi nel mondo della gioia o guidare nella vita di tutti i giorni proteggendo la persona dalle scelte sbagliate o dai pericoli del mondo.

Non bisogna dimenticare poi che l'angelo viene usato per comunicare idee di coraggio, vittoria e potere superiore. Storicamente gli angeli hanno rappresentato la determinazione portata all'eccesso e una sorprendente abilità in battaglia contro i poteri oscuri da cui ne sono usciti vincitori.

Proprio ieri mi sono imbattuto, casualmente, con un film che non conoscevo, il cui titolo in italiano è “L'angelo della strada” (Street Angel) che è una pellicola muta del 1928 di Frank Borzage (di padre italiano) e che venne sonorizzato con il sistema monofonico Movietone aggiungendo una colonna sonora musicale e degli effetti sonori.

Fu distribuito dalla Fox Film Corporation e presentato da William Fox a New York il 9 aprile 1928, uscendo nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti in quell'anno. Il Film, drammatico, è ambientato in una Napoli più romantica dove una povera ragazza di nome Angela (interpretata dall'attrice Janet Gaynor, la quale vinse il premio Oscar per la migliore attrice) si mette nei guai con la giustizia per procurare delle medicine e portarle alla madre malata. Viene sorpresa dalla polizia e poi condannata ad un anno ed è costretta a fuggire unendosi ad un gruppo di nomadi dove incontra il ritrattista detto

“Gino”(interpretato da Charles Farrell), il quale impressionato dalla bellezza eterea della giovane, le chiede di posare per il ritratto di Maria. I due si innamorano e poi la giovane viene arrestata. Il pittore cade in una profonda crisi. Dopo qualche tempo la ragazza viene rilasciata e, casualmente, la stessa si imbatte nel ritratto esposto in una chiesa e decide di rintracciare il suo amore conquistandolo e spronandolo nella sua vocazione di artista, tanto che i due si sposano.

Nel film traspare una dimensione diversa da quella strettamente contingente agli eventi, come a voler significare che appare necessario rinvenire un appiglio spirituale - non necessariamente religioso nonostante la presenza nella pellicola di simboli religiosi contenuti in molteplici parti - e soprattutto interiore per combattere gli ostacoli della vita.

In particolare, Angela assume una rilevanza centrale nella redenzione per la predisposizione al sacrificio e alla rinuncia, pur non essendo la pellicola di natura religiosa e cristiana.

Il film “Angelo della strada” è estremamente suggestivo, sia per la lunga fuga iniziale per i vicoli di Napoli e anche per il suo finale di sbuffi di nebbia del porto che coinvolgono lo spettatore. Vi è da dire che il capolavoro fu ampiamente censurato (e tagliato in tante parti) in Italia dalle milizie fasciste dell'epoca per la rappresentazione data dal regista ai Carabinieri ed il titolo fu cambiato con “Piccola santa”.

In campo artistico gli Angeli sono stati rappresentati da pittori importanti. Ad esempio dal Caravaggio (Michelangelo Merisi) e dallo Spagnoletto (Jiusepe de Ribera). Anche Giotto lo rappresentò in un prezioso frammento musivo in una chiesa a Bolville Ernica, che è l'unico mosaico del maestro esistente.

A proposito di Angeli, chi scrive ha avuto una esperienza personale accaduta tanti anni fa a Barcellona Pozzo di Gotto. Mi trovavo un un bar con amici e si discuteva di tatuaggi. Ad un certo punto il ragazzo banconista, che non avevo mai visto o conosciuto prima, disse: pure io ho un tatuaggio sulla spalla. Io gli risposi: si tu hai come tatuaggio un angelo!. Il giovane allora mostro meravigliato a tutti il tatuaggio che era proprio un angelo coperto dalla maglietta che indossava.

Anche in una delle chiese dell'isola di Vulcano è stato rappresentato un angelo, le cui sembianze sembrano coincidere con un un giovane eoliano nel video del 1993 della canzone “Maria Marea” dei Pooh girato a Canneto di Lipari. Concludendo, la rappresentazione degli angeli in tutte le sue manifestazioni, ci affascina sicuramente e ci trasmette positività.

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VIDEO Pooh - Maria Marea Remix (Official video) - YouTube

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