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di Daniele Sequenzia*

Caro Direttore,
l’emergenza economica innescata dal Coronavirus sta costando pesanti sacrifici.
In tutti i continenti sono state adottate ingenti misure di sostegno ai diversi settori produttivi in forte crisi.

In Italia dopo i 25 miliardi di euro per il Decreto Cura Italia, i 55 miliardi di euro per il Decreto Rilancio e gli altri 25 miliardi di euro per il Decreto Agosto, i 4 ultimi decreti Ristori sembrano essere già defunti appena nati. Le risorse stanziate non bastano. Intanto aggiungono altro debito a quanto già accumulato. Alla fine del 2020 il rapporto italiano deficit/PIL salirà al 160 %.
Si stima che ogni mese di blocco costi tra i 6 e i 10 miliardi di euro in misure di soccorso e perdite di entrate fiscali.

Come uscirne? Se non riprendono consumi e investimenti lo Stato continuerà a indebitarsi. Potranno le generazioni future sostenere questo enorme debito?

*Dottore commercialista Revisore legale dei conti ODCEC di Torino

Caro Direttore,
Polonia e Ungheria hanno posto il veto al Recovery Fund, perché non accettano di subordinarlo al rispetto dei diritti umani. Ma rischiano di bloccare gli aiuti essenziali a una Europa messa in ginocchio dalla pandemia.

I movimenti sovranisti e di estrema destra si stanno sempre più sviluppando in tutta Europa.
In Polonia il partito al Governo (Diritto e Giustizia) del premier Mateusz Morawiecki appare in continua crescita, sotto il segno di un cattolicesimo sempre più conservatore e con venature razziste.

In Ungheria Fidesz è il partito di Viktor Orbán presidente da dieci anni, che con le pesanti restrizioni alla indipendenza del potere giudiziario e le leggi contro la libertà di stampa pone altrettante situazioni di conflitto con le libertà democratiche.

La Polonia e l’Ungheria stanno intensificando insieme alla Repubblica Ceca e alla Slovacchia i contrasti con l’Unione europea, che già dal 2012 ha avviato diverse procedure di infrazione nei loro confronti proprio per le violazioni antidemocratiche. Buona parte della destra in Italia continua ad appoggiarli, rivendicandone la loro sovranità e ponendo le radici cristiane dell’ Europa come giustificazione alle politiche contro l’ immigrazione. Occorre invece un grande sforzo comune per affrontare con la massima coesione i problemi dei cittadini europei aggravati dalla pandemia globale.

 

Caro Direttore,

non cessano le proteste delle varie categorie professionali contro le modalità di erogazione degli indennizzi Covid-19 dei Decreti “ Ristori “ e “ Ristori-bis “ : la nuova ondata della pandemia non distingue i codici Ateco, ma colpisce indiscriminatamente tutti i settori economici. Dietro ogni esercizio costretto a chiudere si bloccano tutte le altre attività economiche connesse. Sono in atto forti tensioni sociali tra le categorie di lavoratori e aziende più colpite dalle chiusure, in particolare il settore della ristorazione e del commercio. Occorre strutturare un indennizzo per tutte le attività economiche, compresi i liberi professionisti. E occorre erogare la liquidità in modo più celere rispetto ai mesi precedenti. E’ stata creata una grave disparità tra il protetto settore pubblico e quello privato, che costretto a chiudere non ha più reddito. In tutto il Paese l’attività è drasticamente rallentata e gli incassi coprono solo in minima parte le spese fisse. Ma cosa fanno gli altri Paesi in Europa? Ecco una breve panoramica.

La Germania ha impegnato 600 miliardi di euro: già dall'estate scorsa aveva dato la possibilità a piccole imprese fino a 10 dipendenti, lavoratori autonomi e liberi professionisti di beneficiare in pochi giorni di prestiti a fondo perduto una tantum dai 9mila ai 15mila euro. Per le medie e grandi società: finanziamenti garantiti dal Governo federale e un Fondo di stabilizzazione economica con l’obiettivo di aiutarle a rifinanziarsi sul mercato dei capitali.
Nel Regno Unito è stata abbattuta l’Iva per il settore del turismo. A partire da novembre, l’esecutivo integrerà gli stipendi di chi lavora meno a causa della pandemia coprendo un terzo delle ore non lavorate. Per gli autonomi, invece, è stato finanziato per 13 miliardi di sterline un fondo di sostegno all’occupazione.

La Francia rappresenta al momento l'epicentro della seconda ondata di Coronavirus in Europa e ha mobilitato 470 miliardi di aiuti. Il governo ha potenziato gli ammortizzatori sociali per le piccole aziende. Il Governo sta attivando una serie di aiuti per il mondo artistico e culturale e per quello del turismo.

Anche il Governo della Spagna è corso in aiuto delle aziende con il differimento delle tasse e dei contributi e la moratoria sui prestiti.

Il Belgio è stato uno dei Paesi più colpiti dalla pandemia. Si è evitato il lockdown totale per scongiurare un più duro impatto economico. Le misure di sostegno del Governo hanno mobilitato 66 miliardi di euro.

Sarà in grado l’ Italia di colmare il ritardo nelle erogazioni rispetto alla media europea? E tutti questi interventi riusciranno a dare un minimo sollievo alla miriade di imprese e lavoratori?

 

 

Caro Direttore,
è appena entrato in vigore il nuovo Decreto “Ristori” e la gravissima pandemia ha messo in evidenza ancora una volta la profonda differenza nei livelli di tutela del reddito tra lavoratori del comparto pubblico e quelli del settore privato, ove alla protezione dei primi si contrappone la precarietà dei secondi.

Siamo di fronte a pericolose tensioni sociali, si teme il lockdown, ogni categoria è in allarme. Lo sono anche i Consulenti del lavoro e i Commercialisti alle prese con un proliferare di norme che rende ancora più difficile il loro lavoro . Occorre un urgente confronto per valutare cosa sia utile e necessario inserire nei decreti di prossima emanazione. Si auspica una sostanziale modifica per assicurare ai vari professionisti il trattamento sanitario previsto per i lavoratori dipendenti.

Occorrono nuove regole per garantire ai lavoratori autonomi, oggi ignorati, le necessarie tutele.
I professionisti vogliono essere parte propulsiva nella programmazione degli interventi in campo fiscale e non meri esecutori, “burocrati” del Governo. Nondimeno si auspica maggior chiarezza anche nelle regole in materia fiscale atte a scongiurare, disoccupazione, miseria, crisi e fallimenti. C’è bisogno di aprire il credito, dare sostegno agli investimenti per il lavoro, e dare maggiore impulso allo “ smart working “, cioè maggior protezione, per lo sviluppo della informatizzazione a tutti i livelli.

 

 

Caro Direttore, 
“l ’impoverimento della mente e dello spirito è pericoloso e nuoce anche alla salute del corpo, chiudere le sale da concerto e i teatri è decisione grave”. Lo scrive il direttore d’orchestra Riccardo Muti in una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, pubblicata sul Corriere della Sera.

“Egregio presidente Conte -scrive Riccardo Muti -pur comprendendo la sua difficile responsabilità in questo lungo e tragico periodo per il nostro Paese, con la necessità improrogabile di salvaguardare la salute, bene supremo, dei nostri concittadini, sento il bisogno di rivolgerle un appello accorato”.
Muti stigmatizza come espressione di “ignoranza, incultura e mancanza di sensibilità” il fatto che alcuni rappresentanti di governo avrebbero definito “superflua” e osserva che la decisione di chiudere teatri e sale da concerto “non tiene in considerazione i sacrifici, le sofferenze e le responsabilità di fronte alla società civile di migliaia di Artisti e Lavoratori di tutti i vari settori dello spettacolo, che certamente oggi si sentono offesi nella loro dignità professionale e pieni di apprensione per il futuro della loro vita”.

“Le chiedo, sicuro di interpretare il pensiero non solo degli Artisti ma anche di gran parte del pubblico, di ridare vita alle attività teatrali e musicali per quel bisogno di cibo spirituale senza il quale la società si abbrutisce. I teatri sono governati da persone consapevoli delle norme anti Covid e le misure di sicurezza indicate e raccomandate sono state sempre rispettate. Spero che lei possa accogliere questo appello, mentre, fiducioso, la saluto con viva cordialità”, conclude il maestro napoletano.-

Caro Direttore, 
George Westinghouse Jr. inventò i freni pneumatici in ambito ferroviario. Ottenne il suo primo brevetto a 22 anni. Originario di New York, si stabilì a Pittsburgh, Pennsylvania per lungo tempo. Westinghouse fu uno dei rivali di Thomas Edison in ambito elettrotecnico. Il sistema Westinghouse di distribuzione elettrica, basato sulla corrente alternata, prevalse sul sistema Edison a corrente continua. 
Fondò la sua società, la Westinghouse Electric, nel 1872, che attualmente è uno dei principali costruttori di materiale elettrico ed elettro-nucleare (centrali atomiche, alternatori, turbine, motori, sistemi di automazione) oltre che leader mondiale nella telefonia e nella produzione siderurgica. 
Nikola Tesla intuì i limiti della corrente continua e concentrò la sua attenzione sulla corrente alternata. Le perdite nel trasporto della corrente dipendono dalla sua tensione: ad una maggiore tensione si hanno meno perdite e costi minori. Nel caso dell'alternata la tensione si può elevare mediante l'utilizzo dei trasformatori. Tesla aveva ragione, e ben presto la corrente alternata si impose in tutto il mondo. 
Galileo Ferraris non volle mai brevettare il suo motore, ritenendo che le invenzioni devono essere a disposizione di tutti per il bene dell’umanità.
Nel 1881 Ferraris con i suoi trasformatori realizzò tra Torino e Lanzo (40 chilometri) la prima linea elettrica in corrente alternata, sperimentò il suo motore a campo magnetico rotante nel 1885, ma pubblicò i risultati negli Atti dell’Accademia delle Scienze di Torino solo nel 1888, e che nel maggio 1888 Westinghouse, amico e finanziatore di Tesla, era a conoscenza dell’articolo di Ferraris.
La tecnica per sfasare le correnti del circuito con una resistenza è la stessa di Tesla, che la applicò nel 1887. D’altra parte Ferraris non aveva fiducia nella sua invenzione, scrisse esplicitamente che “un apparecchio fondato sul principio del campo magnetico rotante non potrebbe avere alcuna importanza industriale come motore” mentre Tesla ne percepì subito le potenzialità.
La Westinghouse Electric cercò invano di ottenere da Ferraris i diritti alla brevettazione. L’ ing.Nikola Tesla, che lavorava per la Westinghouse, seppe invece sfruttare la sua invenzione.
I diritti per il motore elettrico vennero acquistati dalla Westinghouse Electric che diede vita a una potentissima industria di motori elettrici su scala mondiale.
Galileo Ferraris dovrebbe essere accreditato come il primo a indagare l’utilizzo della corrente alternata per produrre campi magnetici rotanti, capaci di convertire l' energia elettromagnetica in energia meccanica. 
Grazie alla sua impostazione matematica, gli ingegneri elettrici furono in grado di cogliere rapidamente i principi del motore a corrente alternata e delle correnti polifase. Tuttavia fu Tesla a costruire il primo concreto motore a corrente alternata.

Da un recente studio dell’Ufficio europeo dei brevetti (EPO) l’ Italia si posiziona al decimo posto della classifica internazionale delle invenzioni depositate. A trainare saldamente la classifica sono gli Stati Uniti che nel 2018 ne hanno depositate circa un quarto del totale. Subito dopo la Germania, con quasi 27mila domande (il 15,3% del totale), quindi il Giappone (oltre 22mila domande, pari al 13% del totale). Perché in Italia è ancora oggi poco sviluppata la cultura dell' innovazione rispetto agli altri Paesi? 
L'Istituto Elettrotecnico Nazionale "Galileo Ferraris" di Torino avrebbe potuto dare una svolta rivoluzionaria all’industria italiana. Dell’ ingegnere Galileo Ferraris e della sua geniale invenzione rimangono, ahimè, solo poche briciole di storia.

Caro Direttore,

come ha potuto un bambino, nato nel 1622 da un padre tappezziere e da una madre amorevole, perduta troppo presto, diventare un attore prodigioso, un autore di teatro universale?

Ariane Mnouchkine, la grande regista teatrale, gli ha dedicato un memorabile film uscito nel 1978: "Molière o la vita di un uomo onesto".
Per più di quattro ore, lontano da ogni mitizzazione, ci viene mostrata la miseria morale del secolo di Luigi XIV, che rappresenta un paradigma per tutte le epoche, come l' ignoranza dei potenti, lo sfruttamento del popolo, la lotta degli artisti per emanciparsi dal conformismo. E qui il più umano di loro, Jean-Baptiste Poquelin, in arte Molière (1622-1673).

Ariane Mnouchkine evoca l' animo di un uomo, che ha avuto il coraggio di sfidare il potere, il re in persona e a costringerlo non senza difficoltà a riconoscere la grandezza del suo genio. Anche in silenzio. Così la devozione di Jean-Baptiste da bambino per sua madre, la passione dei suoi tormentati amori, i suoi insuccessi, i suoi trionfi, la sua solitudine al momento della morte.
È la vita di un uomo onesto che conduce una lotta incessante per rivendicare la sua dignità di uomo e la sua libertà di artista contro ogni forma di ipocrisia e conformismo.

L'opera di Molière fu conosciuta molto presto in Italia: fin dal XVII secolo gli attori comici francesi recitarono a Torino le sue commedie; in breve tempo furono tradotte e accolte con entusiasmo dal pubblico. Oltre a numerose traduzioni di singole commedie, le opere di Molière furono pubblicate integralmente già alla fine del Seicento.

Ricordiamo tra le sue numerose commedie : "Le preziose ridicole" (1659), "Il Tartuffo" (1664), "Il misantropo" (1666), "L' avaro" (1668), "Il borghese gentiluomo" (1670), "Il malato immaginario" (1673).

 

Caro Direttore,

Giambattista Bodoni (1740-1813) è stato uno tra i più celebri stampatori e tipografi della storia. Nacque a Saluzzo, suo nonno era tipografo, così come suo padre che gli insegnò l’arte del mestiere nella sua modesta officina. Giambattista si trasferì a Roma all’età di diciotto anni, dove trovò lavoro come compositore presso la Stamperia Papale (Congregazione Cristiana per la Propagazione delle Fede). Dieci anni dopo, non potendo trasferirsi in Inghilterra per un' improvvisa malattia, ottenne a Parma l’incarico più importante della sua vita: venne nominato direttore della Stamperia Reale di Parma dal Duca Ferdinando. Sono del 1788 il primo Manuale tipografico con cento alfabeti tondi latini, cinquanta corsivi e ventotto greci e la Serie di maiuscole e caratteri tipicamente cancellereschi.

L’impronta severa, neoclassica delle lettere, connotata dal netto contrasto tra lo spessore delle aste e la sottigliezza dei filetti e delle grazie; la nuda, epigrafica composizione dei frontespizi e delle eleganti dediche; l’arioso giusto rapporto tra testo e immagini, fra riga e riga, fra chiari e scuri fanno della pagina bodoniana un prodigio di armonia e leggibilità. A lui si rivolsero editori di ogni parte d’Europa per la realizzazione di edizioni preziose di capolavori della letteratura. Quando nel 1802 il Ducato di Parma fu annesso alla Francia, l’opera di Bodoni ebbe modo di conquistare l’Imperatore Napoleone. Rimase a Parma fino alla sua morte, avvenuta nel 1813.

In uno dei suoi maggiori capolavori, il "Manuale Tipografico", pubblicato postumo dalla moglie nel 1818, Bodoni realizzò moltissimi caratteri diversi. “Un buon carattere deve possedere: la regolarità, la nitidezza, il buon gusto”. Questo manuale resta insuperato per le ricerche e gli studi tipografici per la composizione, la tecnica e l’estetica dell’impaginazione. “Io non voglio che cose magnifiche e non lavoro per la volgarità dei lettori” era solito dire, e questa ricerca della perfezione lo ha portato successivamente alla creazione di quello che adesso sarebbe chiamato “un set di caratteri” che ha curato in ogni dettaglio, dal disegno all’incisione fino alla fusione. Quella per le lettere e la loro forma divenne una vera ossessione, che lo guidò alla realizzazione di diversi manuali per l’uso degli alfabeti da lui creati che, da soli, costituiscono dei capolavori di equilibrio e di grazia, che oggi si possono ammirare nel Museo Bodoniano di Parma.

Apertura dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13, ultimo ingresso ore 12;
– accesso solo su prenotazione scrivendo a info@museobodoniano.it- museobodoni@beniculturali.it).

 

Caro Direttore,

continua il braccio di ferro tra Usa e Cina. Una guerra senza confini.

TikTok sembra l’unico player digitale capace di poter spezzare il monopolio americano di Amazon, Apple, Facebook e Google, grazie al suo respiro internazionale, i suoi manager occidentali e le sue sedi europee. Il social è nato nel 2018 ed è stato scaricato da quasi 2 miliardi di persone. Fatturato previsto nel 2020: 25 miliardi di dollari.

Il Presidente Trump – ormai squalificato nel mondo- sta portando avanti la sua crociata contro le aziende cinesi, che a suo dire sarebbero il cavallo di Troia dei burocrati di Pechino per spiare gli americani. Lo ha fatto prima con Huawei, ora con TikTok e Wechat.
Wechat è il Whatsapp cinese con 1,2 miliardi di utenti. E soprattutto, è l’app che fa da ponte tra i cinesi e il resto del mondo. Il 6 agosto scorso il diktat del Presidente: TikTok dovrà cedere le sue attività statunitensi a un’azienda Usa. Altrimenti l’app sarà vietata in America. Senza che le accuse siano state provate. Senza concedere diritto di replica.

Tale procedura sarebbe quantomeno illecita e configurerebbe altrettante violazioni costituzionali. Si teme lo scenario peggiore di una lista nera da parte dell’America in cui far rientrare tutti quei social, piattaforme e app che non sono sotto il controllo americano.

 

---sul canale YouTube è stata presentata da Torino la prima E-commerce Community interamente dedicata in Italia al commercio on line.
Una riflessione.. la trasformazione digitale è una rivoluzione culturale che sta entrando sempre più nella vita dell uomo ormai dalla culla alla tomba.. ma ricordiamoci che questa rivoluzione è resa possibile soprattutto dall uomo.. perché la tecnologia sia al servizio dell' uomo e non viceversa..

 

Caro Direttore,
dal 1 luglio la Germania assume la presidenza semestrale dell' Unione Europea. Lo slogan di oggi è: “Insieme per l’Europa : nuova ampia protezione dell’ambiente, dare lavoro, creare nuove opportunità , combattere l’evasione fiscale e la criminalità, creare equa distribuzione della ricchezza, investire in maggiore cultura, lottare contro l’ignoranza, far crescere maggiore coesione sociale, valorizzare il ruolo politico dell’Ue di fronte ad enormi sfide di Cina e USA.

Ma quale è il nostro futuro? Come è cambiata la nostra storia in pochi decenni? Dopo tanti tentativi di trovarci tutti uniti come fondatori di una nuova Europa, liberati da tanti orrendi fantasmi, di interminabili guerre, oggi ci ritroviamo disuniti, conflittuali, impoveriti soffocati da crescenti egoismi.

L’Idea di Europa ha forse perso il suo iniziale slancio creativo, unificatore, creatore di un mondo nuovo, di nuove certezze, di futuro di pace, che ha seppellito il passato. Perché invece crescono i debiti e la miseria? Come affrontare le nuove sfide se tante popolazioni soffrono immense ingiustizie?

Dove è finito il sogno di una nuova grande Europa dei Popoli, dopo tanti sanguinosi conflitti, dare vita ad una nuova ritrovata fratellanza , pacifica e libera, nata grazie a uomini illuminati come Jean Monnet, Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e tanti altri ?In piena pandemia da Coronavirus, ognuno di noi deve dare il massimo contributo. Ma come trovare nuove energie se mancano capitali, strategie ed idee, l’intero pianeta soffre ?

Caro Direttore,
“ Vanitas vanitatum et omnia vanitas”!
Di che diavolo si decide a Villa Doria –Pamphilj? Mentre la magistratura indaga sul “ mal-governo”, emergono immense responsabilità della gestione “ Coronavirus” da parte della Sanità, da ogni parte si levano feroci critiche. Nessuno ci capisce a cosa servono, se non a “buttare la polvere sotto il tappeto”, questi “Stati generali”. ” Lavori a porte chiuse, non ammessi i giornalisti. Buio sull’informazione. I sindacati compatti considerano l’iniziativa Conte “una inutile perdita di tempo”.

Tutta l’opposizione sciopera. I due partiti della maggioranza che, piuttosto che parteciparvi, si sono dati “in malattia “.
Il Presidente Mattarella, è sempre piu’ seriamente corrucciato per questa impropria iniziativa dal sapore assai poco costituzionale. Il celebrato manager Vittorio Colao, il cui “piano”, viene criticato da ogni parte, ha spiazzato Conte.

Si recita a vista. Non esiste programmazione. Il celebrato dossier della task force di Colao non ha ne capo ne coda: gli sono tutti contro, intellettuali, managers, partiti, opinionisti, forze sociali. E, contro Conte, sono schierati, non solo l’intero centrodestra, ma la stragrande maggioranza dei cittadini, umiliati ed offesi, esasperati ed affamati, sempre più stanchi di tante inutili promesse.

Nulla a che vedere con i veri Stati generali, quelli della Francia pre-rivoluzionaria ? Iniziati il 5 maggio 1789, si risolsero in una lunga sanguinosa lotta infinita tra il Clero e l’Aristocrazia, coalizzati contro la Borghesia, il Terzo Stato, quello che nessuno voleva esistesse. E di lì a poco, il 21 gennaio 1793, Luigi XVI veniva ghigliottinato.

 

Caro Direttore,
spesso ci si interroga : perché in Italia tante vittime del Coronavirus? E’ stato un problema di sottovalutazione o meglio di impreparazione ?
Forse si può spiegare con una sola parola: organizzazione.
Una efficace organizzazione. Che cosa è successo in Germania ?
I contagiati sono stati curati a casa, attraverso la rete dei medici di base e senza le corse agli ospedali trasformati, come nel caso dell’Italia, in giganteschi focolai di infezione.
Gli ospedali garantivano la protezione di medici e malati, avevano tutto quanto serviva per la cura e per l’assistenza. A partire dai posti in terapia intensiva, che in Germania sono 5 volte di più rispetto a quelli italiani.

Niente comitati di esperti, centinaia di persone in una Babele di task force. Ognuno ha assunto le sue decisioni, senza invasioni di campo, nel rispetto dei ruoli, con accordi mirati tra il governo centrale e gli stati federati, i laender .
Perché in Germania una pioggia di soldi sono già arrivati sui conti correnti di famiglie, professionisti e piccole imprese ? In pochi giorni fino a 5mila euro per ciascuno .
Nelle tasche degli italiani è arrivato poco 

Caro Direttore,

come stiamo a “Stati generali delle Professioni italiane“? Con una manifestazione on line i 23 Ordini professionali hanno espresso la loro preoccupazione. Rivendicando il loro ruolo essenziale e sollecitando il Governo ad intervenire prima che sia troppo tardi. Siamo stanchi del solito “ libro dei sogni “.

E’ un “ optional “ il diritto alla salute ?
Può esserci la parità di tutela di tutti i lavoratori ?
Perché non si investe nello sviluppo sostenibile per produrre in modo più pulito e meno costoso?
Abbiamo bisogno di tutelare il nostro inestimabile patrimonio ambientale, museale, artistico e culturale, parte integrante della nostra identità .
Perché non si investe abbastanza in manutenzione e riprogettazione dei servizi sanitari , nel sistema giudiziario, scolastico, nelle infrastrutture ?

Occorre difendersi dalla dilagante criminalità informatica, accelerando il processo di digitalizzazione a beneficio di tutti, cittadini, aziende e pubblica Amministrazione.
L’intero programma è disponibile sul portale Youtube “Professioni italiane” .

 

Caro Direttore,
mi sembra di capire che per molti mesi non arriveranno i soldi promessi. C’è chi vuole il malloppo tutto per se. Dicono che bisogna tirare la cinghia. Io vivo grazie ai risparmi di mia madre. Altrimenti sarei sul lastrico. Grazie a mio padre continuo a mangiare, dopo non so che cosa mi succede. Se mio padre non riceve la pensione che cosa mi resta da fare? Per tutto il prossimo anno resta l’incubo del coronavirus. Dicono che bisogna risparmiare. E chi paga gli stipendi agli statali? Dicono che bisogna ridurre il numero dei vecchi pensionati. Dicono che i vecchi costano e non producono. Meglio eliminarli. Ci sarà un bel risparmio. Buttiamoli via i vecchi, sono pezzi di legno secco, da bruciare. Ma quando è che si diventa vecchi?

 

Caro Direttore,
ogni 25 Aprile, come una maledizione, da nord a sud della penisola, si ritorna indietro al 1945, assai triste tempo di una Italia, divisa, martoriata, fatta a pezzi, come se il nazifascismo fosse stato un “ Bene Nazionale” da preservare in adorazione perpetua, tanto è profondo l’odio contro

“ La Liberazione ”. Ovunque si sono irrobustite pericolose ideologie, formate società segrete, rinnovate adunate di “ camerati ”, come altrettanti virus, violenti ammiratori e cultori del “ ventennio ”, sparsi lungo la penisola, che condannano l’intera Resistenza europea e indicano nel 25 Aprile 1945 una data da estirpare da ogni testo di Storia. Sono gli stessi che ieri hanno dato alle fiamme intere biblioteche, avvelenando l’intera società umana, imponendo l’olio di ricino, confinando, violentando ogni “ dissidente ”.

L'Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste in Italia è una banca dati composta da una vasta ricerca, plurilingue, che racconta la storia della occupazione nazista, complici i fascisti, con Mussolini fantoccio di Hitler. Una rilettura di tanti anni di sofferenze, una ampia raccolta di feroci repressioni, fucilazioni, punizioni, impiccagioni, sull’intero territorio europeo, corredato da materiale multimediale tra cui video, documenti iconografici, immagini, testimonianze e altre prove, senza censure, dati correlati alle azioni di violenza con condanne a morte, incendi di interi villaggi, persecuzioni razziali, Fosse Ardeatine, campi di sterminio, treni della morte, che furono messi in atto da nazisti e fascisti ai danni del popolo italiano, nell’intervallo di tempo che va dal luglio 1943 al maggio 1945. Esattamente: “Nulla, nel suo complesso, di glorioso ”.

Viceversa il 25 Aprile 1945 segna una data di un assai glorioso periodo di riscatto nazionale in tutta Europa, da nord a sud, insegnamento di ritrovata libertà, di crescita democratica, stimolo di cultura, di grandi speranze , di benessere nel resto del mondo, di pace e progresso civile. L'Atlante costituisce un importante strumento di ricerca storiografica, utile per le nuove generazioni, di studiosi e docenti, senza preclusioni ideologiche, promosso dall'Istituto nazionale Ferruccio Parri e dall'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, nonché finanziato dal Governo della Repubblica federale tedesca. Dallo scorso 2 marzo 2020 sono consultabili gli Archivi vaticani sul pontificato di Pio XII (1876-1958). Tutti i rapporti con il nazi-fascismo sono ora a disposizione di storici e studiosi.

 

Caro Direttore,
dopo una estenuante attesa il Governo ha varato il decreto "Rilancio".
55 miliardi di euro saranno sufficienti per salvare il paese ? Investimenti senza precedenti nella sanità, ma rimarranno ancora solo sulla carta?
Tutti si interrogano : perché si è ritardato così tanto nell' erogare la liquidità ? Governo e banche, l' Inps con le Regioni si rimpallano a vicenda le responsabilità. In realtà milioni di lavoratori stanno ancora aspettando i bonus Inps e la cassa integrazione, mentre molte aziende rischiano di non riaprire più.

Ma le imprese avranno la forza di risollevarsi in così poco tempo ? E fino a quando ?
E i bonus per le partite Iva quando saranno pagati? E per i tanti disoccupati il reddito di emergenza farà ripartire i consumi ?
Arrivano finalmente soldi a fondo perduto e sconti su affitti e bollette per le aziende. Ma forse dovevano arrivare prima !
L ’Irap, l’imposta sulle attività produttive non sarà dovuta a giugno. Significa 4 miliardi di tasse in meno per le imprese. Ma cosa manca ancora ? Occorrerebbe sospendere tutte le tasse almeno per quest'anno ed erogare più liquidità ma non con altri debiti.

Alberghi e ristoranti rimasti chiusi per diverse settimane, l’estate con il distanziamento sociale in spiaggia, dall' estero ingressi vietati. Il turismo rischia di scomparire.
Bonus vacanze fino a 500 euro ? Ma di cosa si sta parlando ? Quest'anno per molti italiani le vacanze rimarranno soltanto un sogno. E chi pagherà il conto finale ?

 

Caro Direttore,
l’ 8 settembre 1943 il Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio annunciava agli italiani alla radio :
«Il governo italiano, riconosciuta l'impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza.»

Con l’armistizio, mentre cessano le ostilità contro gli Anglo-americani, subito dopo riprendono contro le armate tedesche. Da buoni camerati gli italiani diventano improvvisamente odiosi, traditori. Hitler ordina l’occupazione militare di ogni caserma, affida il comando dell'Oberbefehlshaber Süd, il Feldmaresciallo Albert Kesselring. Iniziano i peggiori anni di guerra, aumentano nuovi pesanti bombardamenti , porti, navi, stabilimenti, ferrovie, intere città sono bersagliate giorno e notte. Inizia un lungo periodo di persecuzioni, fame e miseria. Manca il pane. Si muore di stenti.

Con la fuga da Roma di Vittorio Emanuele III Re d’Italia, l’eroico esercito italiano, di terra, di aria e di mare, viene abbandonato a sè stesso. Mussolini si rifugia nella Repubblica di Salò, sotto custodia nazista, ovunque viene imposta la legge marziale, l’oscuramento notturno, il lavoro forzato, le deportazioni, i campi di sterminio. Ogni atto contro i tedeschi viene punito con la morte. Mussolini firma la fucilazione a Verona di Galeazzo Ciano, suo genero, e dei gerarchi fascisti del Gran Consiglio ritenuti traditori.

Gran parte d’’Italia è sotto la ferrea occupazione delle armate tedesche. Si formano le prime formazioni partigiane , iniziano i rastrellamenti, casa per casa, s’incendiano interi villaggi, fascisti contro antifascisti, italiani contro italiani. Roma Città Libera, gli alleati a Cassino sono respinti dai tedeschi , che vengono attaccati da forze partigiane.
Di tutto questo si è discusso durante l' interessante ciclo di videoconferenze organizzate dalla ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d' Italia – sezioni di Colonia e Francoforte - sulla Resistenza italiana dall' armistizio del 8 settembre 1943 alla liberazione dal nazifascismo nell' aprile 1945.

Chi ricorda le tante vittime innocenti, donne e uomini? Quale significato, e quante contraddizioni rileggendo le pagine della Resistenza 1943-1945?
In Italia come in Germania , distrutte da anni di guerra, con le popolazioni stremate, affamate, si è preferito “ dimenticare”, i bombardamenti, le fucilazioni, le epurazioni, le vendette. Basta. Il giurista e scrittore Salvatore Satta, nel suo libro di riflessioni De profundis del 1948, definì l'8 settembre la "morte della patria", con riferimento all'implosione dell'intero apparato statale costruito dopo il Risorgimento, aggiungendo che "la morte della patria è certamente l'avvenimento più grandioso che possa occorrere nella vita dell'individuo".

Nello stesso 1948 Roberto Rossellini con “ Germania anno zero” presenta un film forte, crudo e che lascia allo spettatore poca speranza e poca fiducia verso il domani, solo disillusione. Un film meraviglioso per intensità e forza espressiva, per eleganza e tecnica registica, un capolavoro del cinema italiano e mondiale destinato a diventare un punto di riferimento per molti registi delle generazioni successive; un documento unico e prezioso testimone di una pagina di storia da non dimenticare.

In realtà, per comodi motivi politici, si è preferita la "rimozione" di un passato "troppo scomodo". E’ prevalso il silenzio, l’occultamento dei crimini, di tante esecuzioni, si è cercato di cancellare l’orrore dei lager di distruzione di massa. Quasi fosse possibile “ l’assoluzione” dalle responsabilità del regime nazi-fascista, che tanto male ha seminato, hanno fatto sì che non ci sia mai stata una sincera rottura con il passato. La storia di oggi lo dimostra. Di fronte a queste profonde ferite mai sanate, perché non si fa piena luce negli archivi storici?
La Resistenza non è finita. Anzi dobbiamo continuarla ogni giorno. Occorre avere il coraggio di andare oltre, far emergere la verità, difenderla, senza dimenticare che dobbiamo mirare ad una “pace perpetua” di kantiana memoria, in un fraterno abbraccio, in pace, senza confini.

 

Caro Direttore ,
ai "magliari" nel 1959 dedicò un film memorabile Francesco Rosi con protagonisti Alberto Sordi e Renato Salvatori , trasmesso recentemente da Rai Storia.
Sono magliari. Sono come gli illusionisti , i prestigiatori. Ogni giorno fanno annunci mirabolanti per essere poi smentiti dai fatti. Tv e giornali li prendono sul serio e ne fanno titoli entusiasti.
Appena sentono le reazioni della gente o degli esperti cambiano verso. Gira e rigira alla fine tentano sempre di farci indebitare tutti. Il gioco delle tre carte.
Per non far capire agli italiani da che parte troveranno i soldi per l' emergenza Coronavirus. Ma vogliono accontentare tutti, l’Europa, il fisco e gli italiani. E’ il governo dei "magliari" , degli opportunisti.

I magliari storicamente vengono dal sud e da Roma e operano a livello internazionale, in Europa. Proprio come i nostri.
Si vestono in modo elegante per fingere credibilità, hanno la parlantina, a volte un eloquio all’apparenza forbito perché devono raggirare in modo convincente; sono camaleontici, voltano gabbana, vivono di sotterfugi, dissimulazioni, truffe. Insomma sono imbroglioni. Non hanno una sede fissa, sono venditori ambulanti, vanno dai padani ai pidini. E’ facile trovare nel film, nei loro modi e nei loro soprannomi molti degli attuali magliari: Mezzalingua, il Persuasore, Merdazzella. Sono loro, senza ombra di dubbio, sotto falso nome.

Insomma, siamo messi male; ma questa, poi, non è una novità per il paese, è perlomeno un destino ciclico se non permanente. Conviviamo col peggio, a volte ci ridiamo pure.
Ogni parlamento rifilerà il pacco al prossimo. Una polizza per il governo. Non temete, i magliari si stanno già preparando. Annunciavano un mondo migliore, ci danno un mondo magliaro.

 

Caro Direttore,
il 25 ed il 26 aprile l’ ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Colonia e Francoforte in collaborazione con il Goethe Institut di Torino ha trasmesso in italiano ed in tedesco due videoconferenze dal titolo: "LA RESISTENZA NELLA STORIA ITALIANA / DER ANTIFASCHISTISCHE WIDERSTAND IN DER ITALIENISCHEN GESCHICHTE" e "DISERTORI DELL’ESERCITO TEDESCO NELLA RESISTENZA ITALIANA / DESERTEURE DER DEUTSCHEN WEHRMACHT IM ITALIENISCHEN WIDERSTAND”.

Un appassionato monito rivolto alle nuove generazioni : sappiano difendere la Libertà. Significa avere coraggio, abnegazione, sacrificio, forte volontà di “ non mollare”, in perpetuo ricordo di tante donne e uomini, che hanno dato la loro vita per restituirci il bene inestimabile della libertà. Non dobbiamo dimenticarli. Per tanti anni l’ideologia politica, convenzionale ed ipocrita , ha mistificato l’ideologia fascista, come bene “ nazionale”, valore storico e retaggio della imperitura “ Roma caput mundi”, insegna di alte “ virtu’ militari”. Una Italia Mussoliniana rinnovata Potenza Mondiale, guida e “domina” di tutti i Popoli. La disastrosa seconda guerra mondiale ha in realtà ridotto l’Italia Mussoliniana ad un ammasso di macerie. Un ventennio di menzogne. Di molte brutali condanne a morte, sotto tortura. Scrittori, giornalisti, insegnanti, critici, artisti, registi subirono il confino, il carcere, odiose censure. Si è cercato di bloccare la “libera critica”, annientare la coscienza.

Nel dopoguerra si è confuso il fascismo con l’8 settembre ’43, di italiani contro italiani, figli contro padri, delazioni e omicidi, campi di lavoro forzato, leggi “razziali”, campi di sterminio che hanno insanguinato l’Italia.
Due periodi storici di un unico fascismo” male assoluto”. Pronto a rinascere, una spaventosa pestilenza, ancora peggiore del coronavirus, che mira ad annientare l’umanità. Nascono e si affermano ancora ovunque forme antiliberali e antidemocratiche. Il fascismo , come un veleno, mortale, gas tossico, non è stato ancora debellato. Tanto è vero che molti italiani, ignari, confondono le due epoche storiche. Dimenticata la Repubblica di Salo’, la fucilazione di molti gerarchi fascisti. Pochi sanno che cosa è stato l’orrore del Fascismo di Benito Mussolini ed il Nazional Socialismo di Adolf Hitler.

 

Caro Direttore, il Goethe Institut di Torino in occasione dell'anniversario della Liberazione, del 25 aprile, svolgerà online, previa registrazione, un ciclo di conferenze organizzate dall'ANPI di Colonia e Francoforte e incentrate sul tema "La Resistenza tra Italia e Germania".
Le conferenze sono tenute da studiosi-storici italiani e tedeschi, e sono fruibili in entrambe le lingue. Il programma prevede:

Sabato 25 aprile 2020, 17:00-17:45LA RESISTENZA NELLA STORIA ITALIANA. Alberto Cavaglion, professore dell’Università di Firenze In italiano con sottotitoli in tedesco L’8 settembre 1943, data dell’armistizio con i paesi alleati, agli italiani si presentarono scelte difficili. Una minoranza cospicua si decise per la resistenza attiva, inclusa la lotta armata, all’occupazione tedesca fiancheggiata dai fascisti della Repubblica di Salò.
Il significato di quella scelta nel quadro della storia d’Italia.

Domenica 26 aprile 2020, 17:00-17:45 DISERTORI DELL’ESERCITO TEDESCO NELLA RESISTENZA ITALIANA.
Francesco Corniani, ricercatore dell’Università di Colonia In italiano con sottotitoli in tedesco Si esplora un fenomeno poco noto della guerra di liberazione in Italia nel 1943-1945, quello dei disertori dell’esercito d’occupazione tedesco che si unirono alla Resistenza italiana. Mettere a fuoco questo tema consente di riflettere su aspetti di scontro ideologico e di dimensione internazionalista che hanno caratterizzato la guerra di liberazione italiana. Il programma prosegue con interessanti conferenze il 2-3 e 9 Maggio.
Per registrarsi: Chiara Guidi –chiara.guidi@goethe.de
Centro Culturale Tedesco Piazza San Carlo 206-10121 Torino, Italia tel.: +39 011 543830

 

---Luis Sepúlveda se n’è andato a 70 anni. “Raccontare una storia senza camuffare la realtà è il dovere di uno scrittore, perché i libri non cambiano il mondo. Lo fanno i cittadini” aveva affermato.

Esule politico, combattente ecologista, instancabile viaggiatore e narratore, lo scrittore cileno è morto per coronavirus nell’Hospital Universitario Central di Oviedo, dov’era ricoverato da un mese e mezzo in rianimazione.

Autore di oltre una ventina di romanzi, libri di viaggi, sceneggiature, raccolte di racconti e saggi, ottenne nel 1989 il premio Tigre Juan per “Un vecchio che leggeva romanzi d’amore” e il premio Primavera di novella nel 2009 per “L’ombra di quel che eravamo”.

Ma è per i racconti per bambini di tutte le età come “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” , pubblicato nel 1996 e portato al cinema nel film d’animazione di Enzo D’Alò, che Sepúlveda ha incontrato il grande pubblico.

In “La fine della storia” aveva resuscitato il suo alter ego, Juan Belmonte, per “fare memoria” e combattere “coloro che difendono l’amnesia come ragione di Stato, come si volle fare in Cile”.

Arrestato due volte e condannato all’esilio durante la dittatura, aveva riottenuto la cittadinanza cilena nel 2017.
Aveva dedicato “La fine della storia” a Carmen Yáñez, la sua compagna e scrittrice, ‘Sonia’, la prigioniera 824 costretta a passare dall’inferno di Villa Grimaldi, uno dei più terribili cambi di sterminio della dittatura.

Amava ricordare la grande letteratura, come quella di avventura letta nell’adolescenza, citando Salgari e Verne, che “anticipavano e denunciavano l’oscurantismo e l’idiozia”.
“Bisogna spogliare la letteratura dai miti, liberarla delle molte stupidaggini che dicono sul ruolo dello scrittore, il cui unico dovere è raccontare buone storie”, insisteva.

 

 

Caro Direttore,
quanto tempo si può stare senza mangiare? Di questo si è discusso oggi a Torino nel webinar organizzato dall' Ordine dei Dottori commercialisti di Torino.
Quanto dovranno attendere ancora i 5 milioni di artigiani e commercianti e gli 1,5 milioni di professionisti per ottenere un minimo promesso di 600 euro ? Ogni ritardo nei pagamenti aggrava i danni socio-economici della pandemia. Come giustificare lo scandaloso blocco del sito Inps o il ritardo per una mera questione burocratica nei pagamenti agli iscritti agli Ordini professionali? Ritardi su ritardi.
Mentre in Germania i bonifici sono stati accreditati nel giro di pochi giorni. Viva la Germania.
L’individuazione delle imprese che possono accedere alla cassa integrazione in deroga spetta alle Regioni, in accordo con i sindacati. Ma già si nota che ogni Regione segue modalità differenti con evidente disparità di trattamento tra i lavoratori. E che fine fanno i i lavoratori domestici?
Si è deciso per la Cassa integrazione allargata alla generalità dei lavoratori dipendenti del settore privato. Un’indennità di 600 euro al mese per il vasto e variegato mondo del lavoro autonomo. Il decreto “cura Italia” n. 18/2020, e il successivo decreto "liquidità" n. 23/2020 , varati dal Governo destinano al mondo del lavoro ingenti risorse finanziarie per cercare di far fronte - ma ancora senza esito - alla drammatica chiusura delle aziende travolte dalla pandemia Covid-19.
“Il decreto dà sostegno a 14 milioni di lavoratori. Uno sforzo senza precedenti”, ha detto il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo. Ma gli occupati sono 23 milioni, come dicono i numeri dell’Istat. Sono dunque almeno 9 milioni i lavoratori che potrebbero restare senza alcuna protezione. Altro limite della manovra del Governo è l’applicazione di strumenti pensati per un mondo del lavoro “novecentesco”, diviso irrealisticamente tra dipendenti e autonomi, mentre quello di oggi è contraddistinto dalla precarietà con le sue tante forme. Cosa succede ai tanti lavoratori saltuari?
Ma anche tutti i microimprenditori, della vasta catena della ristorazione, del turismo, dei trasporti, del commercio e del terziario, che hanno chiuso bottega, per i quali non basterà il credito d’imposta per l’affitto o il rinvio del pagamento delle tasse. Dopo la pandemia Coronavirus, la Fame.

---Caro Avvocato Zaia,

apprendo dal notiziario del Direttore Bartolino Leone la diretta Facebook di oggi sul Decreto Liquidità da lei organizzata.

Ieri il portale webinar.directio.it ha organizzato dall' Ordine Dottori commercialisti ed Esperti Contabili di Torino, che ha avuto come tema la tutela della salute e del lavoro nell' emergenza Coronavirus. Sono a disposizione per quanto possa essere di sua necessità.
Cordialmente

 

Caro Direttore,

E ora cosa succede nel Regno Unito? Divorziando dalla Ue la Gran Bretagna è oggi un Paese sovrano, soggetto a leggi approvate dal Parlamento inglese. In perfetta autonomia. Cosa ci guadagnano gli inglesi?
Di certo, gli inglesi hanno votato per riconquistare la sovranità nazionale. Ma cosa hanno perso?

Molte leggi in vigore in Gran Bretagna oggi –secondo gli inglesi- sono state approvate da burocrati Ue che nessuno inglese ha eletto. La Corte di giustizia europea regolarmente impone le sue sentenze contro il volere dei giudici britannici e del Governo di Sua Maestà.
Alla fine chi ci guadagna? Maggiore indipendenza? La Gran Bretagna ritiene di versare troppi soldi a Bruxelles e non ha il controllo di come vengono spesi. Gli Inglesi non hanno mai accettato i controlli della burocrazia europea. Per ogni sterlina che la Gran Bretagna versa a Bruxelles ne riceve dieci in investimenti e scambi commerciali. Metà delle esportazioni britanniche vanno in Europa e ogni anno la Gran Bretagna gode dei benefici dei suoi investimenti nella Ue.

La Gran Bretagna ritiene di garantire la sicurezza dei suoi cittadini chiudendo le frontiere, basta EU, imponendo dazi, e riacquistando il diritto di fare controlli sul suo territorio, come 100 anni fa? Secondo gli inglesi oggi l’immigrazione in EU è fuori controllo. Gli inglesi la vogliono controllare. Al contrario la Ue non la limita, la sviluppa .
Secondo gli inglesi , gli immigrati Ue sfruttano il sistema di sussidi pubblici britannico. Inoltre il numero di immigrati non farà che aumentare.
La libera circolazione delle persone –come la vuole la UE- significa libera circolazione non sempre legale di armamenti, di persone , di merci, di capitali. Chi controlla questi movimenti?

Gli inglesi sono contro Bruxelles, contro la sua burocrazia che impone restrizioni e regole in tutti i campi, aumentando i costi e penalizzando le imprese inglesi . Sarà vero? La Gran Bretagna, secondo quanto sperano gli inglesi, potrà rilanciare l’economia liberandola da Bruxelles, e sarà libera di negoziare trattati commerciali bilaterali con Paesi in crescita come India e Cina. Senza la UE.
Cosa puo’ verificarsi con la Brexit? Cosa succede ai cittadini italiani che lavorano, hanno casa nel Regno Unito?. Come vengono considerati da oggi? Che diritti hanno? E quanti sono ?
Cosa ha fatto il governo Conte-bis per assicurare loro una vita, un lavoro, una pensione. Un futuro dignitoso, una prospettiva certa nel Regno Unito? Cosa succede agli studenti italiani ? Ai professori, a chi ha una occupazione stabile? Cosa succede ai cittadini inglesi che lavorano ed hanno casa in Italia’ ? Qual’ è la reciprocità di trattamento giuridico ?

Rimangono molte zone d’ombra. Molto è stato scritto, assai poco fatto. Per l’Italia sarebbe molto rischioso seguire il Regno Unito. Al contrario dobbiamo rimanere piu’ saldi nell’Unione Europea. L’unica forma di governo che ci salva. Altrimenti siamo fuori. La Ue non chiude le porte ai popoli. Da quanto capisco, l’uscita della Gran Bretagna , non è del tutto pacifica. Molti inglesi sono contrari.
Cosa succede domani? Irlanda e Scozia non la pensano come a Londra. In atto movimenti nazionalisti e populisti, in opposizione, rischiano di provocare una reazione a catena negativa. Essere inglesi non significa essere padroni.

Lasciare la Ue senza avere alcuna certezza sul nostro futuro è un gesto, antistorico, problematico, irresponsabile che danneggia le generazioni future. La nostra vera patria è l’Europa dei Popoli. L’Europa è la nostra casa. I rischi di un errore politico si fanno sempre piu’ evidenti: il mondo è interconnesso, le reazioni, economiche e finanziarie, sono immediate da un continente all’altro. Ogni Paese è condizionato da quello che gli vive accanto. Il Regno Unito potrebbe trovarsi ancora piu’ isolato. Non siamo nel Medio Evo: alzare il ponte levatoio non sarebbe chiudersi in uno “splendido isolamento” ma rinunciare ad avere una voce importante in una solidale Europa unita e nel mondo. Occorrono maggiore cooperazione, lavoro in comune, programmi condivisi, prospettive di crescita tra Paesi amici .

La Gran Bretagna è sicura o più vulnerabile? Quanto è costato il divorzio? La Scozia, da sempre filoeuropea non approva la politica di Londra. L’Irlanda del Nord non vorrà perdere la libera circolazione nell’isola, tra nord e sud, dopo tante lotte sanguinose e difficili accordi di pace tra cattolici e protestanti. Come si risolvono questi problemi? Un’uscita non ben coordinata, poco attenta ai bisogni d’ integrazione, danneggia molti cittadini britannici contrari alla Brexit, non potrebbero studiare e lavorare liberamente in altri Paesi europei, come milioni di pensionati, operatori economici, studenti, artisti e studiosi, che ora attendono giustizia, potrebbero perdere il diritto di residenza in Paesi che oggi li ospitano. .
Il futuro resta molto incerto.

*Dottore commercialista in Torino

Caro Direttore,

spendiamo ogni anno 6 miliardi di euro per digitalizzare la Pubblica Amministrazione, ma per accedere ai servizi solo il 40% dei cittadini usa la rete (nel resto dell'Europa la percentuale è più alta).
Ma come sono stati spesi i soldi per la modernizzazione del paese?

Nel 2018 l’80% dei cittadini di Regno Unito, Spagna e Olanda che hanno avuto a che fare con la P.A. , lo hanno fatto utilizzando esclusivamente servizi digitali.

In Italia siamo sotto il 40%. Il fanalino di coda d’Europa, insieme alla Grecia. Eppure le risorse non mancherebbero.

Basterebbe ad esempio fare come i britannici, che hanno sostituito i " data center " delle singole amministrazioni con un centro elaborazione dati centrale di ultima generazione, garantendo efficienza e sicurezza infinitamente superiori, e risparmiando al contempo oltre 2 miliardi di euro in appena 4 anni.
In Italia invece aspettiamo ancora il censimento dei centri dati delle pubbliche amministrazioni che sarebbe dovuto essere pubblicato a dicembre del 2017.

Caro Direttore,

sto leggendo infinite critiche a causa delle nuova improvvisa mutazione della “ vexata questio” della “flax tax-bis" del Governo Conte –bis Pd-5 stelle . Imperativo del governo maggior gettito, strangolando i piccoli professionisti. Flat tax con effetti distorsivi su più fronti. A fare i calcoli sull’impatto dell’estensione del regime forfettario e della nuova tassa piatta - pari al 15% per i redditi entro i 65mila euro nel 2018 e del 20% per quelli entro i 100mila euro dal 2019 - sono stati sia il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti che i sindacalisti della Uil.

Senza alcuna ponderata riflessione, su basi assolutamente astratte, si è voluta sopprimere una norma che avrebbe consentito di ridare ossigeno alle partite Iva individuali di milioni di italiani che stentano a vivere riducendo il loro pesante carico fiscale, come il loro enorme dislivello di diritti, rispetto a chi gode di lavoro dipendente.

Il mercato è difficile. Ci sono infinite trappole. Si deve filare diritto. Non sempre si è pagati. Si vive, si lavora senza orari, senza ferie, senza tutela in caso di malattia, senza protezione sindacale e assicurativa, affrontando ogni mutamento legislativo, correndo ogni rischio, e pagando fino al centesimo.
E’ infatti summa iniuria equiparare l’operaio e l’imprenditore. Pagare il 15 % su mille euro al mese (operaio) non è affatto lo stesso del pagare il 15 % su 100mila euro al mese (imprenditore).

Grazie al Governo Conte-bis si fa un immenso dono a chi è già ricco. L’intera categoria dei commercialisti è in agitazione. Nessuna pietà. Si calpesta chi ha bisogno di tutela...Desidero far notare che la mia paga oraria non è affatto da imprenditore, sono, come molti colleghi, per legge equiparato ai livelli del “ salario minimo”, esattamente come i poveri braccianti per la raccolta del pomodoro.

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